CRONACA

STAZZEMA. “Come Comitato Civico di Stazzema vogliamo esporre la nostra opinione sulla mancata concessione del Palazzetto di Cardoso in merito all’assemblea pubblica sul rinnovo delle concessioni cimiteriali perpetue che si terrà domani sabato 26 maggio alle 16, a questo punto nella locale Chiesa di Santa Maria Assunta, laddove le assemblee sono sempre state fatte.” Lo scrive Giuseppe Vezzoni del Comitato stesso.

“La nostra richiesta per l’utilizzo del Palazzetto non riportava la firma di nessuna persona fisica, così come spiega il sindaco di Stazzema Michele Silicani nella risposta con cui motiva la mancata concessione della struttura pubblica.

“Tuttavia, risposta è stata data e consegnata il 22 maggio al dottor Giorgio Fini. Pertanto il Comitato civico era ben individuato dall’amministrazione comunale.

“Nessun rilievo, però, al primo cittadino che ha rispettato quanto la legge impone per concedere l’utilizzo di una sala pubblica.

“Replichiamo, invece, a questo passaggio della lettera del sindaco Silicani, perché offende il Comitato e i suoi membri: ‘…valutato che chi invita alla disobbedienza fiscale e dal pagamento di tasse e imposte è da esecrare e non fa il bene della Comunità, come il fantomatico Comitato’.

“Intanto l’aggettivo ‘fantomatico’ è improprio perché il Comitato è ben reperibile, è reale e la risposta lo dimostra. Né può essere dimenticato che il Comitato ha interagito con il Ministero dell’Interno, tanto che con una nota del 27 gennaio 2011 il Ministero chiedeva perentoriamente al Comune di Stazzema la trasmissione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avente per oggetto le concessioni cimiteriali perpetue ante 1975. Atto che fu firmato da 28 cittadini il 1° luglio 2008 ma che fino al gennaio 2011 non era stato ancora trasmesso.

“Come Comitato ci preme soprattutto precisare che è del tutto falso affermare che abbiamo invitato i cittadini alla disobbedienza fiscale e a non pagare il rinnovo della concessione. In ogni assemblea è stato messo in rilievo che i cittadini dovevano decidere in tutta autonomia e ponderare responsabilmente le conseguenze.

“Il Comitato, lo ripeterà domani, ha sempre espresso pubblicamente, anche davanti agli amministratori, la determinazione di attendere la pronuncia del Consiglio di Stato, per la quale si è instancabilmente adoperato.

“Non dimentichiamo che il contenzioso è sorto a fine febbraio 2007 sulla questione dell’onerosità di migliaia di euro che l’amministrazione di Stazzema, diversamente dalle altre amministrazioni italiane, chiedeva e chiede per il rinnovo di queste particolari concessioni rilasciate fino al 1975.

“A seguito della riduzione accordata del 20% per chi rinnovava la concessione entro il 30 aprile 2008, riduzione che il Comitato considerava esigua per titolari di concessioni che firmarono l’atto nella convinzione giusta o sbagliata di non pagare più e del tutto inconsapevoli dei problemi che scaricavano sugli eredi – figli, nipoti e pronipoti -, il contenzioso è passato sul merito della legittimità o meno del provvedimento, su cui il Consiglio di Stato si pronuncerà.

“Vogliamo inoltre ricordare che il Tar della Toscana non si è pronunciato per difetto di notifica della trasposizione del ricorso al Tribunale amministrativo regionale decisa dal Comune di Stazzema, e che nel dispositivo, in cui il ricorso è stato giudicato inammissibile per il vizio sopraesposto, i giudici del Tar hanno scritto il 30 marzo 2011: ‘Dalla documentazione depositata in udienza (nota del Ministero dell’interno del 27 gennaio 2011) si evince, innanzitutto, che il Comune di Stazzema non ha mai trasmesso il ricorso corredato dall’atto impugnato all’amministrazione centrale onde consentire al Consiglio di Stato di esprimere il parere previsto dall’art. 11 del d.P.R. n. 1199/1971’.

“Singolare è che la segnalazione alla Procura della Repubblica, presentata dal ‘fantomatico’ Comitato per conoscere il motivo della mancata trasmissione del ricorso, sia stata archiviata il 23 agosto scorso perché ‘sono rimasti ignoti gli autori del reato’.

“Di fantomatico ci può essere di tutto, meno che il Comitato Civico.”

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