(foto Pomella)
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CAMAIORE. Accuse pesantissime, registrate a verbale del primo consiglio comunale dell’amministrazione Del Dotto. Alberto Matteucci, candidato sindaco del Pdl e del centrodestra sconfitto alle ultime elezioni, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, diversi sassolini. Uno dopo l’altro ha tirato in ballo tutti i “traditori”   dell’ultima tornata elettorale. Scegliendo l’aula del consiglio comunale, la sua ufficialità e la sua registrazione che resterà agli atti, per dire la sua su quanto ha visto e vissuto nell’ultima campagna elettorale.

Matteucci ha esordito con un ricordo. “Tre giorni prima del voto – ha detto – ho incontrato Alessandro Del Dotto. Gli ho detto che, chiunque fosse stato il vincitore, doveva essere il sindaco di tutta Camaiore. Questo lo ribadisco oggi: da parte mia e del mio gruppo massimo rispetto istituzionale”.

“Non dirò, come è stato fatto cinque anni fa, che i cittadini e gli elettori non ci hanno capito. Hanno capito benissimo e hanno scelto lei, Del Dotto, e la sua coalizione. Ma cosa hanno capito i cittadini?”. E qui Matteucci ha cominciato a tirare fuori nomi, cognomi, e circostanze.

“Hanno capito che negli ultimi cinque anni ci sono stati personaggi in grado di cambiare sei, sette, otto partiti. Parlo di Giuseppe Bartelloni che ha cambiato cinque o sei partiti, passando da An al Psi con Del Dotto. Parlo di un altro consigliere che non nomino neanche, perché c’è una querela in corso (ma si tratta di Sandro Frugoni, ndr). Parlo di Fabrizio Pellegrini, passato nel giro di una legislazione, da An al gruppo misto, poi alla Destra, all’Udc e, con un triplo salto carpiato, in Fli in appoggio di Del Dotto. Mi chiedo cosa si siano detti lui ed altri personaggi politici al Versilia Holiday”.

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Poi è arrivato il turno di Giampaolo Bertola, l’ex sindaco. “I cittadini – ha detto Bertola – hanno assistito ad una cosa incredibile. Nel giro di tre mesi è riuscito a distruggere quello che lui, e il partito, avevano costruito nel giro di dieci anni. Ha fatto delle cose bruttissime. Non ha avuto il coraggio di prendere una decisione. Ha appoggiato apertamente Del Dotto, come ha sostenuto lo stesso candidato del centrosinistra, fino a maggio. Molto meglio avere a che fare con Fabio Pezzini, che ti critica guardandoti negli occhi, che con uno che ti pugnala e ti da staffilate alle spalle ogni momento. E tu lo sai, e devi far finta di niente, per il bene della coalizione…”.

Dopo il ‘je accuse’ di Matteucci, ancora parole di apertura verso la nuova amministrazione. “Vi garantiamo una opposizione corretta, costruttiva, nel merito delle questioni. Non presenteremo continue petizioni per rallentare i lavori del consiglio comunale. Ai nuovi assessori daremo il tempo e il modo di ambientarsi, di entrare nel vivo dei loro settori. E li giudicheremo sulla base del loro lavoro, non certo sulla base di pregiudizi. Quello che chiedo al sindaco è che dia una mazzata definitiva ad un certo tipo di politica che fa il male della comunità e delle persone”.

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Gli altri interventi sono stati molto più blandi. Andrea Favilla, Federazione della Sinistra, ha prima ricordato commosso l’assenza – dopo 15 anni di consiglio comunale – di Jan Vecoli. Poi ha avvisato sindaco e giunta. “Questa non è una minaccia – ha precisato – ma una cosa deve essere chiara. La gente si aspetta di avere un appuntamento con gli assessori nel giro di 48 ore. I cittadini devono avere riposte immediate, anche se negative. Non possono aspettare settimane o mesi a vagare tra gli uffici. Questo deve essere il primo segnale della nuova stagione: la gente si aspetta molto da noi”.

Ricordi commossi anche per gli altri grandi “assenti” del consiglio, dal compianto senatore Graziani (ricordato dal presidente del consiglio comunale) a Michele Rugani (Udc), ricordato da Riccardo Bonuccelli.

Fabio Pezzini ha fatto gli auguri alla nuova amministrazione, dando subito uno spunto di lavoro. “È molto importante – ha detto – farci carico presto della modifica del regolamento e dello statuto comunale. Con la soppressione delle circoscrizioni dobbiamo immediatamente trovare delle forme di partecipazione locale”.

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