VIAREGGIO. L’Azienda Speciale Pluriservizi di Viareggio (Asp) ha lanciato una campagna per l’estensione del pagamento delle quote dei pasti a carico delle famiglie mediante il Rid bancario (“rapporto interbancario diretto”) o postale, accompagnata da una serie di misure tendenti a ridurre le spese amministrative legate alla fatturazione, gestione pagamenti e comunicazione fra Azienda e utenti. Bisogna intanto precisare che non esiste, tecnicamente, un “obbligo” di pagare attraverso la domiciliazione bancaria; si tratta però di una soluzione che Asp caldeggia con energia anche per contrastare il preoccupante fenomeno dei mancati pagamenti “non giustificati”, attribuibili a dimenticanze”.

 Lo scrivono, in un comunicato congiunto, l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Viareggio, Lucia Accialini, e il presidente di Asp, Mario Sergio Terrile, rispondendo alla polemica a cui anche VersiliaToday ha dato spazio nei giorni scorsi (leggi la notizia)

 “Non si comprendono comunque – scrivono i due –  i motivi di perplessità di fronte a questa soluzione, che non penalizza affatto le famiglie. Anzi, al contrario: chi intende pagare con regolarità dovrebbe aderire a questa scelta, che consente, in primo luogo, di risparmiare, a conti fatti, circa 17 euro per ogni anno scolastico e in secondo luogo, di avere una forma di pagamento comoda e sicura.

“È del tutto pacifico che chi non dispone di un conto corrente non sarà obbligato ad aprirlo per pagare pochi euro di refezione scolastica. Al di là della facile demagogia, viene da chiedersi però quante siano le famiglie prive di un conto corrente (e dunque impossibilitate, per esempio, a percepire uno stipendio), che non usufruiscano già delle esenzioni o agevolazioni riservate ai nuclei familiari indigenti.

“Infatti, la situazione delle agevolazioni è la seguente: nel 2011 gli utenti del servizio di refezione scolastica nel Comune di Viareggio sono stati 3.591; di questi, 590 sono totalmente esenti dal pagamento per particolari condizioni socioeconomiche; altri 486 iscritti usufruiscono di riduzioni della tariffa; 2515 sono soggetti al pagamento della quota intera. Il costo sociale di questa politica che l’Amministrazione Comunale sostiene è pari a 399.590 euro (dato 2011), al quale si aggiungono tutti gli insoluti. Il costo “intero” del pasto è bloccato dal 2005 alla quota di 4,10 euro più Iva al 4%.

“La soluzione da noi proposta – aggiungono assessore e presidente – consentirebbe dunque di realizzare sostanziali economie a vantaggio sia dell’Azienda che delle famiglie. Va in questa direzione anche la scelta di privilegiare le comunicazioni via e-mail e sms. La resistenza a pagare attraverso il Rid è dovuta alla preoccupazione per gli errori che potrebbero annidarsi nella fatturazione. L’errore è sempre possibile, ma può essere corretto velocemente e riscontrato in modo certo con le presenze della scuola. E’ comunque improbabile, come attestano i dati in nostro possesso. Dal 2000 al 2011 Asp ha fornito oltre 3 milioni di pasti, emettendo 160.711 fatture. In questi undici anni si sono dovuti rettificare i conteggi per calcoli sbagliati sulla mora per ritardato pagamento soltanto in tre casi: la percentuale di errore è – come si vede – molto prossima allo zero. Non esiste nessuna pratica di contenzioso aperta con gli utenti”.

“Una cosa è certa: la situazione di morosità attuale si fa sempre meno tollerabile per l’equità ed i costi sociali che rappresenta per la collettività. Infatti, la percentuale degli insoluti è passata dallo 0,46% del 2000 al 5,61% del 2010, fino a sfiorare il 7 per cento (6,89%) nel 2011, per un importo complessivo di 58.598 euro. Il recupero degli insoluti porta a sua volta a nuove spese. I pagamenti a mezzo Rid – proseguono – sono sempre esistiti, ma la quota delle fatture della refezione scolastica liquidate attraverso la domiciliazione bancaria è invece in calo. Siamo passati dal 46,03% degli importi del 2006 al 32,15% del 2010, ulteriormente ridotto al 31,62% del 2011. Con questa modalità di pagamento gli insoluti sono quasi inesistenti. Non ci illudiamo certamente che la totalità degli utenti aderisca al pagamento per mezzo del conto corrente. Sarebbe però estremamente proficuo se la maggior parte delle famiglie che già dispongono di un conto corrente aderissero alla nostra proposta, che secondo noi, rappresenta un risparmio e una comodità”.

Poter contare su un flusso di Rid pari al 65-70 per cento del totale dei pagamenti, ci consentirebbe di concentrarci meglio sui residui casi di morosità, comprendendo di volta in volta quanto il mancato pagamento sia dovuto a obiettive difficoltà delle famiglie – non ci dimentichiamo mai che il mondo sta vivendo una crisi economica che ha pochi precedenti – e quanto invece sia frutto di una scelta deliberata e disinvolta, che va a danno dell’interesse generale. In questi casi una condotta del genere non può essere incoraggiata. Altra iniziativa importante è quella della consegna delle fatture per mezzo della scuola, in modo da recuperare i costi postali riversandoli in parte in favore delle scuole stesse. Questa proposta è già stata discussa con i Direttori Didattici ed è in via di perfezionamento. In merito all’indicazione, riportata sulla comunicazione di Asp, alla normativa sulla tracciabilità dei pagamenti – concludono – questa è una pratica doverosa da parte di un Ente Pubblico e deve leggersi in favore dell’utente, in quanto, con il sistema Rid viene eliminata ogni possibilità di errore nella gestione dei pagamenti, che con altre modalità purtroppo possono verificarsi”.

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ultimo aggiornamento: 11-06-2012


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