Foto Simone Pierotti

PIETRASANTA. “Nel tiro a segno quello che conta più di ogni altra cosa è la precisione”, bofonchia qualcuno al Poligono di tiro di via Verzieri. Pazienza, allora, se il cecchino Luca Tesconi non è puntuale all’arrivo alla festa organizzata in suo onore. Oggi (sabato 18 agosto) nella sua Pietrasanta lo aspettano amici e parenti per celebrare la sua medaglia d’argento ai Giochi di Londra. Il protagonista è lui, il primo versiliese a salire sul podio a cinque cerchi nella specialità del tiro a segno, e certamente gli si può perdonare tutto, anche un ritardo di pochissimi minuti.

Il centro sportivo dove Luca ha sparato i suoi primi colpi è addobbato a festa. Anacardi, noccioline, bottiglie di spumante e pasticcini fanno bella mostra di sé su vari tavolini apparecchiati con il tricolore italiano. Inutile nascondersi: Luca è l’orgoglio cittadino ma anche nazionale, perché il suo argento è stata la prima delle 28 medaglie portate a casa dagli azzurri a Londra.

In attesa del suo arrivo è il padre Mauro, pure lui tiratore, il più cercato. “Una gioia enorme, perché questa medaglia era inaspettata”, dice Tesconi senior, che non ha assistito in prima persona alla finale, come richiesto dal figlio. “Nessun problema, anzi, la concentrazione è tutto in questo sport. Perfino il volo di una mosca può essere una distrazione.”

Foto Simone Pierotti

Poi, finalmente, arriva lui, l’eroe di casa. Applausi e scatti fotografici accompagnano il suo ingresso nel Poligono dove ha preparato il grande appuntamento olimpico.

Luca ha l’aria di un ragazzo andato in vacanza che ha portato alcuni regali agli amici più stretti. Dallo zaino sbuca un gagliardetto. Poi estrae un poster con le firme di tutti gli azzurri del tiro a segno da consegnare al circolo. Poi c’è la bandiera del Regno Unito con il logo dei Giochi di Londra. E poi c’è lei, la medaglia conquistata nell’afoso pomeriggio di sabato 28 luglio.

“L’abbiamo guardata qui la finale”, racconta Paolo Bindi, presidente del tiro a segno pietrasantino. “Ho vinto alcuni titoli italiani da giovane, ma questa è stata la mia più grande soddisfazione da sportivo. Mi emoziono anche adesso nel raccontarlo”. Gli occhi inumiditi dietro le lenti dei suoi occhiali e la voce lievemente tremolante lo confermano.

È proprio lui a consegnare a Luca un omaggio da parte del circolo di tiro a segno di Pietrasanta, una piccola medaglia d’oro. Luca la mette subito al collo, quasi dovesse salire nuovamente sul podio. E poi c’è il brindisi davanti a obiettivi e telecamere. Il rientro a casa non poteva essere più bello: “L’emozione più grande è stata sentirsi raccontare da amici o anche persone incontrate per strada come hanno vissuto la finale: hanno sofferto, pianto e gioito per me”, dice Tesconi.

Foto Simone Pierotti

“Per quanto mi riguarda ho dormito poco o nulla nei sei giorni che precedevano la gara, ero nervosissimo: partecipare alla cerimonia di apertura mi ha aiutato a rilassarmi.

“Il giorno dopo sono salito in pedana ed ho avuto la forza di mantenere la concentrazione e l’autocontrollo: sapevo che se avessi dato il meglio di me stesso sarei potuto arrivare tra i primi otto, che era il mio obiettivo.

“Oltre alla medaglia, il ricordo più bello di questi Giochi è legato al tennis, il primo sport che ho praticato. Dopo la finale ho chiesto all’organizzazione un biglietto per Wimbledon: alla fine mi hanno dato quattro posti, tutti in prima fila.”

I festeggiamenti proseguiranno con la consegna delle chiavi della città a lui e a Nicola Vizzoni, l’altro pietrasantino che ha gareggiato a Londra. Ma intanto ci sarà da tornare ad allenarsi. “Il primo appuntamento sono i campionati italiani a Milano, poi ci sarà la Coppa del Mondo a Bangkok.”

E le agognate vacanze? “Dopo che avrò terminato i miei impegni. Sicuramente andrò in un luogo tranquillo, lontano dalla gente.” Che sia per svago o per agonismo, insomma, un tiratore a segno esige sempre il massimo silenzio.

Ascolta l’intervista a Luca Tesconi

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