VIAREGGIO. Le organizzazioni sindacali della Versilia tornano sulla vicenda della disdetta del contratto nazionale delle farmacie comunali con conseguente richiesta da parte di A.S.So.Farm di aderire ad un regolamento unilaterale sostitutivo della normativa nazionale. “L’adesione a questa ipotesi è un atto politico che deve essere assunto nelle appropriate sedi che rappresentano la proprietà delle aziende che gestiscono il servizio pubblico, quindi da parte dei sindaci e dei consigli comunali”, precisano Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl.

“Il contratto nazionale scaduto non rappresenta nessun rischio per l’erogazione del servizio pubblico, ma solo un forte disagio per i lavoratori che, prima di tutto, non vedono riconosciuto nel proprio salario l’adeguamento al costo della vita, da oltre due anni.

“L’adesione ad un atto unilaterale assunto dall’associazione datoriale, rappresenterebbe una vera e propria scelta di campo tra le legittime richieste dei dipendenti, portate avanti dalle organizzazioni sindacali, e l’arroganza dei datori di lavoro, un’arroganza che fino ad oggi avevamo conosciuto più nel settore privato e che non vorremmo ritrovare quando il datore è un soggetto eletto dai cittadini stessi, in modo particolare sapendo che il giorno 4 febbraio riprenderanno le trattative nazionali con l’obiettivo di superare questo stato e raggiungere un accordo.

“Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl ricordano che hanno già inviato una lettera a tutte le amministrazioni comunali del territorio ed alle dirigenze delle singole aziende chiedendo di non aderire all’atto unilaterale di A.S.So.Farm, ed in proposito esprimono ulteriore preoccupazione con l’avvicinarsi della redazione delle buste paga di questo mese che potrebbero già far registrare pesanti tagli nei confronti delle lavoratrici e lavoratori.

“Ricordano, inoltre, che questa decisione era stata assunta in un assemblea di tutti i lavoratori delle farmacie comunali insieme al mandato alla realizzazione di azioni di lotta che Filcams e Fisascat intendono avviare da subito attraverso la richiesta del tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Lucca.”

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