FIRENZE. Luci e ombre sul funzionamento del sistema di protezione civile nell’ultima settimana dello scorso gennaio con specifico riferimento alla scossa di terremoto registrata venerdì 25 e all’allarme sismico emesso il giovedì successivo, 31gennaio.

Una affollata riunione con questo oggetto si è oggi tenuta in Regione Toscana – convocata dal responsabile della Protezione Civile regionale – con amministratori locali, dirigenti di Prefetture, esponenti dei Vigili del Fuoco e del volontariato, tecnici dei territori più direttamente coinvolti nelle recenti vicende sismiche: le province di Lucca, Massa Carrara e Pistoia.

Convocata subito dopo la scossa del 25 gennaio e prima del comunicato emesso – il 31 successivo – dal Dipartimento Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri in cui si annunciavano come possibili altre scosse di terremoto in prossimità di Castelnuovo Garfagnana, la riunione odierna è servita per un primo confronto che ha finito, inevitabilmente, per concentrarsi in modo pressoché totale sulla comunicazione che ha fatto trascorrere fuori casa, a migliaia di persone, la notte fra il 31 gennaio e il primo febbraio. Ma la riunione è anche servita per “tarare” al meglio l’efficacia di alcune frontiere ordinarie negli eventi di protezione civile: gli interventi della colonna mobile regionale, il funzionamento delle aree “di attesa” e “di ricovero”, la disponibilità sul territorio di brandine, le risorse necessarie, il rapporto con il volontariato.

Particolare attenzione è stata dedicata alle modalità per una sempre migliore comunicazione, in un territorio come quello italiano particolarmente esposto a eventi sismici, di allarmi come quello emanato dalla Protezione Civile nazionale con il messaggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Al centro delle riflessioni le responsabilità dei diversi livelli della protezione civile, il doversi confrontare con la rapidità delle comunicazioni caratterizzata da un uso sempre più massiccio dei social network, la necessità di un sempre più efficace rapporto fra scienziati e livelli della protezione civile, la necessità di protocolli operativi anche in termini di comunicazione del rischio. Grandi elogi, da parte di tutti, per il livello di maturità e di senso civico dimostrato dalle popolazioni toscane sia nelle ore successive alla scossa vera e sia in quelle successive alle scosse ipotizzate e poi, per fortuna, non avvenute.

All’incontro è anche intervenuta Immacolata Postiglione (Dipartimento nazionale Protezione Civile) che ha fra l’altro annunciato la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di una direttiva (Presidenza Consiglio Ministri) con nuovi indirizzi operativi per la partecipazione del volontariato alle attività di protezione civile.

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