UNA GUERRA INTERNA AL PD DIETRO LO STALLO DELL'ENTE PARCO?

UNA GUERRA INTERNA AL PD DIETRO LO STALLO DELL’ENTE PARCO?

(foto Marco Pomella)
(foto Marco Pomella)

MASSAROSA. Una guerra fratricida, tutta interna al Pd. Questo sarebbe il motivo del ritardo nella nomina del nuovo direttore dell’ente Parco Migliarino San Rossore. Una guerra, da quel che  qualcuno lascia trapelare, tra il Pd versiliese e di Viareggio (con il presidente Manfredi che vedrebbe bene la nomina di Franco Allegretti, ex dirigente del Comune di Viareggio, o di Americo Lucchesi) e il Pd di Pisa, con il sindaco Filippeschi che opterebbe invece per Viale, assessore a Pisa.

Dietro questo presunto braccio di ferro interno al partito di Bersani, si sta consumando una paralisi che va avanti da tempo. E resta top secret la lista di 15 nominativi idonei, redatta dalla commissione esterna al concorso, che non è mai stata resa pubblica.

Ad intervenire sulla questione sono Legambiente Pisa, Versilia, Valdera, LIPU Pisa e Massaciuccoli, WWF Pisa e Lucca e Italia Nostra Versilia. “A due mesi dalla chiusura dei lavori della Commissione che ha individuato un elenco di idonei, e a tre mesi dalla conclusione dell’incarico di Sergio Paglialunga – scrivono – il Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli continua ad essere privo di Direttore”.

“La selezione pubblica ha prodotto un elenco segreto, ignoto anche al Consiglio Direttivo. La scelta del Direttore è assegnata, da statuto, al Presidente, e ufficialmente non ci sono confronti istituzionali in corso, dato che la Comunità del Parco, che riunisce i sindaci e i presidenti delle province del Parco, non si è mai riunita sull’argomento. Perché e per cosa allora la decisione non si sblocca? Chi e perché pone veti su una nomina di importanza vitale per il funzionamento e la credibilità del Parco? E perché se ci sono problemi non si affrontano in un dibattito pubblico, dato che stiamo parlando di un Ente Pubblico?”

“Nel frattempo, secondo molti dipendenti e le organizzazioni sindacali interne – scrivono le associazioni – la situazione negli uffici del parco, sia della gestione diretta che indiretta, è tesa e complicata. Da alcuni mesi, ci sono pratiche, gare e decisioni da prendere che rimangono congelate in attesa dell’arrivo del nuovo Direttore e della conseguente nomina del Dirigente di San Rossore,  con conseguenze gravi sia per il Parco che lavora con il freno a mano tirato, sia per le ditte, le cooperative e le associazioni che operano per esso e con esso. Questa paralisi amministrativa in un momento importante tra la fine e l’inizio dell’anno non è più sopportabile”.

“Alcuni progetti non possono partire perché manca il Direttore per la firma dei contratti. Ad esempio il progetto per favorire la nidificazione del Falco Pescatore nel Lago di Massaciuccoli, o quello per il ripristino delle sfagnete, i preziosi habitat di origine glaciale, che in tutto il Mediterraneo solo qui sono presenti al livello del mare. Rischiamo, anzi è quasi certo, di non poter effettuare i lavori nei tempi disponibili, prima della primavera, e vanificare anni di studi e ricerche e decisioni prese. Inoltre rischia di arenarsi, ed è di fatto bloccato, anche con danno economico oltre che ambientale, l’acquisto dei terreni alla Piaggetta, operazione di ripristino degli ambienti palustri che coinvolge Comune di Massarosa e Consorzio di bonifica, con soldi già stanziati dopo che l’ex direttore aveva preso accordi con la proprietà. Infine, ma l’elenco potrebbe continuare, e ci limitiamo solo ad alcuni esempi, la vicenda della Tenuta di San Rossore che rimane in attesa di una nuova gara di appalto per l’assegnazione dei servizi di visite a piedi, a cavallo, in bici, in carrozza etc. con un danno di immagine ed economico sia per gli operatori sia per il Parco che rischia di rinunciare a parte delle entrate garantite dai servizi”.

“Questo immobilismo – dicono le associazioni – contrasta con le molte prese di posizione sul ruolo propulsivo che il Parco intende svolgere sul turismo, l’economia locale, il restauro e l’utilizzo degli edifici. Alle dichiarazioni non ci sembra seguano atti concreti, anche perché senza il direttore nessuno può assumerli. Probabilmente qualcuno penserà che queste questioni non sono di competenza delle associazioni ambientaliste. Peccato che nessun altro, né nel mondo della cultura né in quello delle istituzioni, senta il dovere di sollevarle, preferendo allinearsi a un gioco che non conosciamo, ma che, in quanto abbiamo a cuore il corretto funzionamento del Parco, ci preoccupa molto.

“Rinnoviamo al Presidente Manfredi un accorato appello: decida presto e bene, non ha senso proseguire in questa attesa, inutile e dannosa per tutti. Se questo non avverrà in pochi giorni, chiederemo l’intervento della Regione”.

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Aggiornato il: 12-02-2013 11:00