LA FINE DELLA PASTORIZIA. "ERAVAMO 56 PASTORI, SIAMO RIMASTI IN SEI"

LA FINE DELLA PASTORIZIA. “ERAVAMO 56 PASTORI, SIAMO RIMASTI IN SEI”

(foto Andrea Zani)
(foto Andrea Zani)

MASSAROSA. “Faccio questo mestiere da quando avevo 11 anni, ed oggi ne ho 67. Nella zona eravamo 56 pastori. Siamo rimasti in 6. Questo mestiere morirà con noi”.

Ulisse Cecchi è uno degli ultimi pastori di Massarosa e della Provincia di Lucca. Contro il dilagare di edifici e strade, che tolgono spazio ai pascoli, ha preso una decisione: portare le sue pecore a pascolare sotto i pannelli solari a Piano di Conca. Per fare il primo ‘pecorino fotovoltaico’.

Negli ultimi decenni le case, le strade, hanno stravolto questo territorio. Poi spunta un progetto per fare un campo solare nell’ultimo appezzamento rimasto libero. Pensavo fosse le fine del mio lavoro”, racconta Ulisse.

E invece il campo solare diventa un’opportunità: stringe un accordo con il Comune di Massarosa e la sua partecipata Sermas. “Mi lasciano pascolare le pecore sotto i loro pannelli.

(foto Andrea Zani)
(foto Andrea Zani)

In questo modo – scherza Ulisse – il Comune risparmia anche sul giardiniere, visto che ci pensano le mie pecore a tenere l’erba in ordine”. Ma la pastorizia è destinata a scomparire. “Purtroppo – dice – il mio mestiere è destinato a morire. Ormai non ci sono più campi per pascolare. Inoltre i miei figli hanno preso strade diverse. La tradizione di famiglia si interromperà con me. Quando iniziai questo mestiere, oltre 50 anni fa, in questo territorio eravamo 56 pastori, oggi siamo rimasti in 6, e a breve scompariremo del tutto. È un mestiere faticoso, duro, che però ci dà da vivere. Per fare il pastore ci vuole sacrificio, ci vuole passione. Le pecore hanno bisogno tutti i giorni, feste e domeniche incluse. Questo mestiere va scomparendo, e non solo qui da noi. I giovani non lo vogliono fare. Quando smetteremo noi, ultimi ‘vecchi’ pastori, questa attività scomparirà. Del resto essere presenti sul mercato è dura”.

(foto Andrea Zani)
(foto Andrea Zani)

“Vado avanti finché la salute me lo concederà. Le pecore per me sono come una droga. I pastori muoiono dietro i loro animali. Non si può smettere di essere pastore, non c’è pensione”.

twitter: @marcopomella

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Aggiornato il: 26-02-2013 19:30