MILANO. Massimo Rebecchi presenta “Soggetti Smarriti” di Gumdesign. Appuntamento nelle boutique di Corso Como 2 e 4 a Milano dal 10 al 16 aprile.

Due installazioni che intrecciano moda e design in un percorso concettuale: una “storia” che si legge visitando le due boutique di Corso Como in una sorta di libro da sfogliare. Artigianato e industria per rappresentare l’oggetto come proiezione della nostra essenza interiore, aspetti contrastanti ed allo stesso tempo legati dalla loro origine materica; sono due rappresentazioni visionarie, una legata al paesaggio della tavola e l’altra alla configurazione umana.

Scenario naturale per la “rappresentazione” il tavolo Mastro e gli sgabelli Piega, disegnati da Gumdesign: elementi raffinati realizzati con lamiera naturale nera e cavalletti in abete, un ispirazione concettuale derivata dal tavolo “da lavoro”, luogo principe per l’artigiano.

Il paesaggio della tavola (la natura morta) è una rappresentazione pittorica traslata nella tridimensionalità che ritrae oggetti inanimati; soggetti usuali, bottiglie, ciotole, centrotavola che composti diventano i veri protagonisti della scena.

I colori del marmo e della terracotta ne rafforzano il carattere poetico e surreale, ne esaltano fisicità, carattere e natura. Un paesaggio che, misteriosamente, riesce a trasformarsi fisicamente in figura umana, veicolo di analisi e comunicazione dell’interiorità. Una figura femminile rappresentata dalla reinterpretazione delle “kokeshi”, bambole giapponesi donate come segno di buon auspicio.

Il nuovo artigianato reinventa la tradizione in un processo alchemico tra emozione, pensiero e “saper fare”. Il legame tra artigianalità ed industria si stringe e genera “oggetti smarriti” orientati al cambiamento, dove l’oggetto diventa soggetto e la forma diventa dettaglio, in una rappresentazione del momento storico che sta attraversando il mondo del design.

“Siamo felici di questa collaborazione con Gumdesign che abbiamo fortemente voluto non solo perché ci accomuna la città d’origine ma anche perché condividiamo la medesima filosofia incentrata su un esclusivo binomio traartigianalità e industria” ha commentato Massimo Rebecchi.

Le vetrine di Massimo Rebecchi diventano testimonianza di questa ricerca nell’anima degli oggetti riconfermando lo stretto legame tra la maison e le nuove frontiere del design.

 

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ultimo aggiornamento: 01-04-2013


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