(foto Paolo Salvetti)

VIAREGGIO. A distanza di un giorno ci si interroga ancora sui perché di una sconfitta così tremendamente lampante come quella incassata dal Viareggio contro la Nocerina. Che niente sia andato per il verso giusto, se ne sono accorti tutti. Cuoghi ha scelto la via del cambiamento drastico, radicale. Nelle settimane precedenti si era limitato agli uomini, ieri anche al modulo. Alla prova del nove, però, è difficile dargli ragione.

Ha regnato lo stupore quando sono uscite le formazioni ufficiali. Poi, in campo, si è avuta la conferma: un 4-3-2-1 mai visto quest’anno. Anche perché la difesa a 3 sembrava un dogma assoluto che invece è stato sconfessato. Fiale spedito in tribuna per scelta puramente tecnica, Lamorte dirottato a sinistra, preferito a Martella e Peverelli, due che – pur avendo caratteristiche diametralmente opposte, l’uno attacca, l’altro difende – sono terzini. In mezzo Conson e De Bode non hanno offerto le necessarie garanzie e sono finiti dietro la lavagna.

In mezzo al campo Cuoghi ha ripescato dal mazzo Gemignani – la sua unica apparizione da titolare era stata nel derby d’andata col Pisa – ed il ragazzo classe ’94 la sua buona figura è riuscito comunque a farla in mezzo al naufragio generale. Pizza ha fatto quel che ha potuto, ma di polmoni ne ha due, non cento. Non gli si poteva certo chiedere che corresse per tutti. Da registrare il passo indietro di Sandrini – lasciato negli spogliatoi all’intervallo – rispetto alle gare precedenti dove aveva avuto più verve e personalità.

E che dire del tridente d’attacco? Giovinco ha agito da “falso nove”, cioè da centravanti atipico: è rimasto a galla grazie ad una classe fuori dal comune, ma è stato poco assistito. La partita di Guerra è durata meno di un tempo, perché prima dell’intervallo ha dovuto far posto al secondo portiere Furlan. Anche se fino a quel momento pure lui non si era fatto notare più di tanto. Nota a parte per Maltese: schierato inizialmente decentrato, in una posizione evidentemente lontana da quella che gli è più congeniale, ha sofferto. Meglio nella ripresa, quando Cuoghi lo ha riportato in mezzo al campo.

Tutto questo per dire che ieri si è visto un Viareggio sbiadito, sottotono e quasi spaesato. Tutt’altra cosa rispetto a quello bello, scintillante e pieno di sé del girone d’andata.

A questo punto sorge spontanea una domanda: con quale modulo a Pisa? Mancheranno Gazzoli e Pellegrini, squalificati. In preallarme ci sono già Furlan e Peverelli, a meno che non ci siano altre, inaspettate sorprese. Cuoghi in sala stampa si è detto soddisfatto dell’idea dei due centrocampisti di qualità con un solo interditore. E fin qui ci siamo. Per il resto, invece? Il tecnico si è preso il tempo necessario, come giusto che fosse, visto che al derby manca una settimana intera.

Intanto è necessario che le zebre sappiano tirar nuovamente fuori il carattere, quello di chi sa che deve salvarsi senza i play-out e che per farlo deve abbandonare la strada del tracollo. Ritrovare se stessi per riportarsi sulla retta via. Il modulo è solo una conseguenza. Il calcio, in fondo, è una scienza più semplice di quel che si crede. O si vuole far credere.

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