VIAREGGIO. Una lista di (quasi) tutti i candidati al consiglio comunale – e, in alcuni casi, alla poltrona di sindaco – che rispetto alle ultime amministrative hanno cambiato partito, lista o addirittura schieramento: a pubblicare il singolare articolo è un quotidiano locale che cita svariati nomi, suddividendoli per coalizione e categoria.

Centrodestra. Il caso che assurge a emblema è quello di Jacopo Bonuccelli, attuale vicepresidente del consiglio d’amministrazione della Fondazione Carnevale: nel 2003 si candidò a sindaco per la lista civica Viareggio Giovane e fece altrettanto cinque anni dopo con Viareggio nel Cuore. A questo turno, invece, si presenta con il Pdl, partito del quale è entrato a far parte una volta che l’ex sindaco Lunardini si insediò in piazza Nieri e Paolini. E proprio il Pdl corre al consiglio comunale con altri “fuoriusciti” come Paolo Chiocchetti e Susanna Piotto (ex Udc), Francesco Guidotti (ex Vivere Viareggio: acquisì il diritto a sedere nella massima assemblea cittadina, ma fu indotto a cedere il posto a Renzo Pieraccini), Fiorella Tozzi (consigliere comunale uscente, ex Per Torre del Lago Puccini) e Giovanni Peralta (consigliere comunale uscente, ex Mcl-Mia Città Libera).

Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, il quotidiano fa i nomi dell’ex assessore alla pubblica istruzione Lucia Accialini, candidatasi con Alleanza Nazionale nel 2003 e con il Pdl nel 2008 – incarna, dunque, la storia della corrente di An che non ha seguito il leader storico Gianfranco Fini -, di Alessandro e Salvatore Raspante (entrambi ex Mcl) e Marcello Nucifero, un passato in Mcl e Lega Nord.

Centrosinistra. La curiosità, come sottolinea l’articolo, sta nell’inversione di ruoli di due candidati consiglieri – Andrea Strambi e Sauro Bianchini: alle ultime amministrative il primo era candidato nel Psi, il secondo nel Pd. Cinque anni dopo, cambia l’ordine ma non il risultato: entrambi continuano a far parte della grande coalizione di centrosinistra. Coalizione di cui fa parte anche Riccardo Roni (Pd), ex Sinistra Arcobaleno che lasciò i Verdi all’indomani della sconfitta del 2008.

La lista “I socialisti per ripartire”, formata da Psi e Psdi, è invece formata da due ex consiglieri comunali che cinque anni fa si candidarono con il Pdl, ovvero Alessandro Bolognesi – ma la frattura con il suo partito era annunciata da tempo – e Asio Vivaldi. E poi c’è l’Italia dei Valori che presenta Daniele Cammilli (ex Viareggio nel Cuore) e Simone Guizzardi (ex Per una nuova Viareggio).

Foto Versiliatoday

Movimenti e liste civiche. Tra i candidati a sindaco fuori dalle logiche dei partiti tradizionali sono, sicuramente, da ricordare Paolo Spadaccini, ex Udc che si presenta con Viareggio Popolare – ma le motivazioni sono state già spiegate -, ed Eugenio Vassalle di “W l’Italia”, in consiglio comunale con il Pdl salvo poi confluire in Futuro e Libertà. L’articolo fa solo il nome di Alberto Pardini, candidato sindaco della Per Torre del Lago Puccini, che si presentò con la Lega Nord alle amministrative per la Provincia di Lucca due anni fa. E ricorda che Massimiliano Baldini (Movimento dei Cittadini per Viareggio e Torre del Lago) e Valter Ghiselli (Insieme per cambiare) sono stati segretari comunali, rispettivamente, di Forza Italia e Ds.

Tra gli aspiranti consiglieri vengono citati i ‘grillini’ Andrea D’Alessandro (ex Per una nuova Viareggio) e Alfredo Trinchese (si candidò con Forza Italia nel 1998 e nel 2003), Michela Fucile di “Viareggio tornerà bellissima” (ex Mcl), Leandro Macci di “Insieme per cambiare” (era in Vivere Viareggio) e Massimo Ghilarducci (ex Per Torre del Lago Puccini: ora è nel Movimento dei Cittadini dell’avvocato Baldini).

L’articolo – che non è esaustivo di tutti i casi: mancano, ad esempio, due candidati consiglieri di Viareggio Popolare come gli ex Pdl Bruno Puccinelli e Iolanda Sarzi Amadè – non deve comunque essere considerato una “lezione di etica politica” o un’accusa nei confronti di quanti hanno cambiato partito, precisa il quotidiano. Semmai, può essere la cartina di tornasole di come la politica sia sempre meno rappresentativa dei cittadini.

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