(foto archivio)
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CAMAIORE. Dopo le proteste e l’irruzione in consiglio comunale, dopo la richiesta di un consiglio straordinario aperto, la questione di Pedona e dei disagi che i sui abitanti subiscono a causa di due diverse frane che da mesi insistono su strade comunali, resta in primo piano.

Oggi è infatti Riccardo Bonuccelli, consigliere del Gruppo Misto (ex Udc) a Camaiore, a puntare il dito sull’inefficienza registrata in questi mesi.

 

Lo fa con una interrogazione. Premettendo che Pedona “è da 50 anni oggetto di attacchi ambientali continui con tralicci che ne trafiggono cuore ed anima: prima il traliccio RAI a ridosso dello storico campanile, poi i tralicci dell’alta tensione sul fianco della collina ed infine la selva di antenne che svettano indisturbati in località venti in prossimità di uno storico borgo e del famoso leccio secolare. Pensare che persino una lista politica della attuale maggioranza “Alternativa per Camaiore”, con Patrizia Gemignani in testa, presentarono i candidati proprio in prossimità di tali totem mandando forti segnali politici di interessamento alla loro rimozione”, e ancora premesso che “tali segnali politici sono scomparsi mentre sono rimasti quelli delle antenne, che attualmente la Frazione è priva di collegamento pubblico con autobus in quanto insistono due frane: una sul territorio di Massarosa e l’altra sul territorio di Camaiore che ne ostacolano l’ accesso e che attualmente la Frazione non è servita dalla rete metano ma bensì da GPL”, Bonuccelli chiede di sapere “se è vero che alcune antenne possono essere considerate abusive in quanto prive di autorizzazione e non conformi ai regolamenti vigenti e se quindi possono essere demolite; quando verrà rimossa la frana lato Camaiore e se ci si è coordinati con Massarosa in quanto quest’ultimo Comune sembra avere poca fretta a ripristinare la viabilità ad una Frazione non di sua competenza; se esiste la possibilità di metanizzare l’intero paese di Pedona visto che gli abitanti e le due attività commerciali pagano il GPL sei volte di più il costo del metano in quanto le Famiglie non riescono più a pagare conti così salati per il normale diritto di scaldarsi e cucinare e vista che è partita, tra l’altro, una massiccia ed univoca petizione popolare in tal senso”.

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ultimo aggiornamento: 31-05-2013


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