(foto Marco Pomella)
(foto Marco Pomella)

LUCCA. “Un nuovo punto a favore dell’accusa. La commissione ministeriale di indagine sullastrage di Viareggio ha stabilito che, con ogni probabilità, lo squarcio della cisterna fu provocato da un picchetto e chiesto che vengano fatte due raccomandazioni a Rfi: li tolga o li metta in sicurezza”. È  il commento della coordinatrice dell’associazione fra i familiari delle vittime della strage di Viareggio (Lucca), Daniela Rombi, all’integrazione della relazione della commissione ministeriale.

L’esito dell’accertamento della commissione del ministero delle infrastrutture, che la procura chiederà venga acquisito all’udienza preliminare in corso a Lucca, è stato anticipato nei giorni scorsi da ‘Il Tirreno’.

“I nostri figli non li riavremo mai indietro – ha aggiunto Daniela Rombi – ma quanto avvenuto deve essere da monito, da insegnamento. Non si può risparmiare sulla sicurezza. E invece, dal giorno della strage a oggi, nulla è stato fatto per cercare di impedire che fati simili si ripetano”.

Il 29 giugno 2009, un treno merci deragliò al passaggio dalla stazione di Viareggio: alcune cisterne cariche di gpl si rovesciarono e una si squarciò. Il gas fuoriuscito esplose uccidendo 32 persone.

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