VIAREGGIO. “Negli articoli apparsi sulla stampa nei giorni scorsi in merito alle società partecipate sembra proprio di leggere un disegno confuso, ma preoccupante, improntato alla svendita di beni pubblici. Giannerini, neopresidente della Viareggio Porto, prima ancora di disegnare le prospettive della società prospetta di vendere il 74% delle azioni per pagare Ferragamo ad uno strano privato benefattore della città, disposto a pagare per il 74% ma a contare solo per il 49%.” Così scrive Andrea Antonioli, ex sindacalista della Cgil e candidato di Sel alle scorse primarie per il candidato sindaco del centrosinistra, interviene sulla vicenda della Viareggio Porto SpA.

“Allo stesso tempo, si sorvola su due domande fondamentali.

“La prima: per quale motivo il comune di Viareggio dovrebbe pagare 12 milioni di euro a Ferragamo per rientrare in possesso di azioni che oggi, dopo 6 anni, valgono molto meno di quella cifra accollandosi il differenziale di prezzo o vendendo quote aggiuntive della società oppure succhiandole dalle già scarse risorse dell’ente? Se il Consiglio di Stato ha annullato una gara perché la procedura di scelta adottata dalla commissione è stata sbagliata, perché al posto della commissione dovrebbero pagare i cittadini di Viareggio o di tasca propria o svendendo i propri beni comuni?

panoramica_porto_Viareggio_GC_Ph Roberto Merlo da In volo sulla Versilia (Ed_Monte Altissimo)“La seconda: se il piano industriale della Viareggio Porto, costruito 10 anni fa sulla base del Piano regolatore portuale, non è mai decollato ed è ormai giudicato superato, qual è il nuovo piano industriale della Viareggio Porto che dovrà realizzare e gestire i nuovi approdi turistici e le banchine delle darsene storiche? Prima è necessario che il Comune condivida il futuro del porto con la città, i suoi cittadini, le associazioni, e le organizzazioni, gli operatori del porto, i cantieri navali, i diportisti e i pescatori, tutti coloro cioè che da lavoratori, imprenditori o semplici fruitori sono il cuore e l’anima del porto di Viareggio, solo dopo è possibile individuare gli strumenti e i partener con cui realizzare tali progetti.

“Il percorso inverso, cioè vendere ad occhi chiusi, ci porta solo a svendere, forse a vantaggio di qualcuno ma sicuramente allontanando le ipotesi di rinascita della città a partire dal suo cuore produttivo.

“La precedente amministrazione è stata immobile per quattro anni ma ora non facciamoci prendere dalle fregole rischiando di fare ulteriori danni. Pensiamoci bene.”

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