FIRENZE. Buono lo stato ecologico delle acque, non buono invece quello chimico: è il responso sulla Versilia che emerge dal resoconto di Arpat sulla qualità delle acque marino-costiere in Toscana nel triennio 2010-2012.

Secondo la Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE) i paesi della Comunità Europea sono tenuti a tutelare e valorizzare le proprie risorse idriche, che devono raggiungere un livello di qualità ambientale almeno BUONO, ai sensi di legge, entro la fine del 2015. Per questo, le singole regioni stabiliscono piani di monitoraggio periodici, destinati alla classificazione delle componenti acquatiche territoriali.

Arpat svolge un’attività di monitoraggio delle risorse idriche della Toscana, controllando la qualità ambientale delle acque superficiali – fiumi e laghi -, delle acque di balneazione – laghi e coste -, delle acque marino-costiere e di quelle sotterranee. Vengono monitorate inoltre le acque fluviali per l’idoneità alla vita dei pesci, quelle marine per l’idoneità alla vita dei molluschi e quelle superficiali destinate alla potabilizzazione.

Si tratta di oltre 1.300 stazioni di monitoraggio annuali, per un totale di oltre 7.500 campionamenti.

Ogni anno l’Agenzia redige un report dettagliato, contenente i dati relativi a ciascuno di questi monitoraggi. È ora disponibile sul sito Web dell’Agenzia anche il rapporto sulla qualità delle acque marino-costiere.

In base alla normativa nazionale e regionale di riferimento (DLGS 152/06, DM 131/08, DM 56/2009 e DGRT 100/10), le acque costiere della Toscana sono state suddivise in 14 corpi idrici, omogenei tra loro per caratteristiche morfologiche, idrologiche e batimetriche. Ciascuno di essi è stato classificato in funzione delle pressioni ambientali presenti e sottoposto quindi a monitoraggi operativi o di sorveglianza, rispettivamente più o meno frequenti.

La rete di monitoraggio è stata pianificata in accordo con la Regione Toscana e al momento comprende, per ciascun corpo idrico, uno o più siti di campionamento, per un totale di 19 stazioni. Entro ciascuna stazione viene monitorato lo stato di qualità ambientale, secondo i parametri stabiliti dalla normativa.

Stato chimico. Valuta la presenza di sostanze chimiche “prioritarie”, nelle acque e nei sedimenti (tabelle 1A e 2A del DM 56/2009). Considera inoltre la presenza di mercurio e altre sostanze nei mitili che, in quanto bioaccumulatori, trattengono nei propri tessuti i composti nocivi assorbiti dall’ambiente, senza eliminarli attraverso i processi metabolici. I possibili livelli di classificazione sono due – “buono” o “non buono”.

Stato ecologico. Valuta lo status di diversi elementi biologici (fitoplancton, alghe, invertebrati dei fondali sabbiosi e praterie di Posidonia), la presenza di sostanze chimiche non prioritarie nelle acque e nei sedimenti (tabelle 1B e 3B del DM 56/2009), la produttività e la concentrazione di nutrienti nelle acque (indice TRIX3). I possibili livelli di classificazione sono 5, in ordine decrescente di qualità ambientale – elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo.

I campionamenti sono svolti tramite la motonave Poseidon che, oltre a raccogliere campioni di acqua e sedimento per le successive analisi di laboratorio, serve anche come imbarcazione di appoggio per rilievi subacquei diretti.

monitoraggio acque toscanaI monitoraggi degli anni precedenti al 2012 hanno messo in luce sostanziali anomalie riguardo allo stato chimico dei corpi idrici toscani, che hanno sempre ottenuto un livello di classificazione non buono, con le uniche eccezioni di Costa dell’Argentario nel 2010 e Costa dell’Uccellina nel 2011.

Nei sedimenti in particolare, si sono registrati superamenti nei valori di soglia dei metalli (mercurio, nichel, cadmio, piombo e, fra le sostanze non prioritarie vagliate per lo stato ecologico, anche cadmio e arsenico) e degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), soprattutto nella zona di Livorno.

Sebbene non si escluda che almeno una parte delle anomalie rilevate possa essere legata all’inquinamento antropico, in gran parte delle stazioni di monitoraggio i sedimenti potrebbero contenere concentrazioni anomale di metalli per cause naturali, contribuendo così a declassare lo stato chimico dei corpi idrici stessi. Come riportato in letteratura, infatti, la particolare composizione geochimica della Toscana incide sul contenuto metallico dei sedimenti marini, che possono presentare valori di fondo naturale superiori agli standard ambientali.

La definizione dello stato di qualità ambientale dei corpi idrici richiede analisi chimiche per entrambe le matrici, acqua e sedimento. Tuttavia, nel caso in cui si registrino anomalie dovute alla presenza di elevati valori di fondo naturale, la normativa consente di effettuare la classificazione in base a una sola delle due matrici, a patto che vengano realizzati anche specifici test eco-tossicologici su quella non considerata.

Si è scelto pertanto di effettuare la classificazione unicamente in base alla matrice acqua, che risponde in modo più rapido ai cambiamenti ambientali. Parallelamente, sono stati effettuati saggi biologici di tossicità sui sedimenti.

Nonostante questa scelta, anche i risultati per il 2012 confermano la tendenza degli anni precedenti, e classificano i corpi idrici in uno stato chimico non buono (unica eccezione: Costa dell’Argentario), a causa di livelli sopra-soglia, per il mercurio nelle acque di tutti i corpi idrici, e per i composti del tributilstagno (Tbt) nelle acque della zona centro-settentrionale.

Lo stato ecologico, al contrario, inquadra la quasi totalità dei corpi idrici toscani a un livello buono, o addirittura elevato, supportando, in linea del tutto teorica, l’ipotesi che almeno una parte delle anomalie nella concentrazione di metalli nei sedimenti possano essere dovute alla peculiare struttura geochimica dei sedimenti marini toscani, dal momento che le comunità biologiche sembrano non risentire di particolari effetti ambientali nocivi.

Ciò sarebbe supportato anche dagli studi eco-tossicologici effettuati sui sedimenti, secondo cui gran parte dei corpi idrici mostra una tossicità assente o trascurabile, ad eccezione di Costa Albegna, Costa Burano e Costa Arcipelago, che risultano però solo poco al di sopra del limite tra i livelli di tossicità trascurabile e media.

In base a questi risultati, si ritiene assolutamente necessario realizzare uno studio accurato per determinare i valori di fondo naturale per la concentrazione di metalli nei sedimenti marini e nelle acque costiere della nostra regione, in modo da poter calibrare di conseguenza i dati ottenuti dai monitoraggi. Solo in questo modo sarà possibile fornire una classificazione realmente rappresentativa della qualità ambientale delle acque marine toscane.

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