Eccoci con il consueto appuntamento del lunedì con A Spasso con Galatea, la rubrica dedicata all’arte, alla cultura, alla storia e alle tradizioni della nostra Versilia, realizzata grazie a Stefania e Tessa del blog Galatea Versilia. In questa puntata ci accompagnano alla scoperta di un santuario nascosto nei boschi di Stazzema.

il Santuario del Piastraio

Il bosco di Stazzema nasconde il Santuario del Piastraio, una chiesa oggi chiusa ai fedeli, ma un tempo meta di molti pellegrinaggi. Potete raggiungerlo utilizzando un breve sentiero presente nelle vicinanze della Chiesa di Santa Maria delle Nevi a Stazzema o utilizzando la mulattiera che parte dalle Mulina.

Il sito è stato recentemente analizzato dalla Dott.ssa Alice Barsanti che ha scritto una interessante tesi che ripercorre la storia e la fama dell’edificio e gli attuali problemi di conservazione.

foto Galatea Versilia
foto Galatea Versilia

Il Santuario del Piastraio prende il nome dalla vicina cava, utilizzata secondo il naturalista leviglianese Emilio Simi già in epoca romana. L’escavazione divenne intensa nel tardo Cinquecento quando il Vasari, inviato in Versilia da Cosimo I alla ricerca di marmi colorati, la scoprì. Per questo motivo questo marmo venne chiamato “filone bandito del Granduca” e venne impiegato a Firenze per decorare Palazzo della Signoria, Santa Maria del Fiore e Palazzo Pitti.

Sappiamo che sul luogo del Santuario un tempo sorgeva una “marginetta” (edicola) con l’immagine della Madonna del Bell’Amore. Date le cattive condizioni del dipinto Bartolomea Bertocchi, paesana che si occupava dell’accoglienza dei pellegrini, commissionò al pittore Guglielmo Tommasi una nuova immagine della Madonna con il Bambino (1772). In seguito alle grazie concesse ad alcuni pellegrini la devozione mariana al Piastraio assunse sempre più valore e molti ex-voto vennero donati alla chiesa. Nel 1821, data la crescente affluenza dei fedeli, Don Costantino Apolloni decise di costruire il santuario sul luogo della “marginetta”.

Il culto mariano del Piastraio venne ricordato da Papa Giovanni Paolo II dal balcone del palazzo arcivescovile di Pisa il 24 settembre 1989. La Seconda Guerra Mondiale causò l’inevitabile declino dell’edificio. Nel 1935 l’ingegnere Giulio Silicani individuò, sopra la porta che conduce alla sacrestia, la nicchia con l’antica immagine della Madonna con il Bambino. La “marginetta” venne quindi demolita in parte risparmiando l’affresco mariano.

Attualmente il Santuario è chiuso al pubblico date le cattive condizioni di conservazione: l’umidità ha infatti creato ingenti danni.

foto Galatea Versilia
foto Galatea Versilia

Negli anni Novanta indagini e lavori di ristrutturazione vennero portati avanti grazie all’intervento economico di sponsor come la Banca del Credito Cooperativo, la Salt e la Cassa di Risparmio di Lucca, ma i lavori riguardarono soprattutto la vicina Casa del Pellegrino. Fortunatamente si parla di un nuovo progetto di recupero che verrà controllato dall’Unione dei Comuni, presieduta da Maurizio Verona. La Regione Toscana ha inoltre approvato il progetto di assestamento del sentiero che collega Pontestazzemese al Santuario.

Galatea spera vivamente che il Santuario possa un giorno tornare al suo splendore e si rende disponibile perché questo possa accadere il prima possibile.

Stefania Neri, Galatea Versilia

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ultimo aggiornamento: 13-01-2014


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