VIAREGGIO. Il suo trionfo ha fatto discutere, scatenando polemiche a non finire. Lui, Alessandro Avanzini, risponde che “la vittoria è dedicata ai detrattori”. Provato dall’influenza, ma visibilmente felice per un successo decisamente inaspettato, respinge con fermezza ma senza alzare la voce le critiche di chi lo accusava di aver costruito un carro che col Carnevale aveva poco a fare. “Ho portato creatività ed innovazione, abbinandole alla mia esperienza”, spiega.

Sembra semplice la ricetta che lo ha portato a prendersi il primo premio, bissando quello dello scorso anno col “Minotauro”. “Sapevo di poter lottare per il podio, anche se era difficile attendersi la vittoria, anche perché avevo avversari piuttosto temibili (si riferisce a Lebigre e Roger ed ai fratelli Cinquini che hanno completato il podio, ndr). Il mio è stato un carro valido sin dal primo corso, altri sono cresciuti col passare dei corsi, per questo era salito il timore di non farcela”.

Per Avanzini si tratta del sesto successo, “questo suscita un’emozione tutta sua, diversa da quelle degli anni precedenti”. Quello del 2006 con “El Matador” ha rappresentato la svolta: “Fu la mia prima vittoria senza mio padre, riuscii a realizzare un carro finalmente completo. ‘Avanti miei prodi’ è stato quello della consacrazione”.

Avanzini ha preso volutamente le distanze dalla satira politica negli ultimi anni. Una scelta precisa, che si è rivelata vincente negli ultimi anni. Avanti così, dunque: “Finché avrò voglia proseguirò su questa via – spiega – ancora non ho pensato al carro del 2015. Di solito comincio in estate ad elaborare l’idea da mettere poi in pratica, cercando di renderla idonea al contesto del Carnevale, così come è stato per ‘La Rete’, che di per sé è un concetto astratto e che attraverso il cyborg ho cercato di tramutare in concreto”.

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ultimo aggiornamento: 09-03-2014


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