VIAREGGIO. “Chi pedala va avanti, chi rimane fermo cade”. Lo aveva detto lo scorso settembre durante un’intervista e così ha fatto. Matteo Renzi ha inforcato la sua fedele bicicletta, ha macinato chilometri ed è arrivato là dove voleva andare. Da Firenze a Roma, da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi, con una deviazione al Carnevale di Viareggio dove ha portato al trionfo il mascheratista Andrea Pucci. Lui e il papà Franco, bissando il successo dello scorso anno, sono i nuovi vincitori della categoria con la mascherata isolata “Don Matteo Renzi”. Una satira che vede protagonista il rottamatore fiorentino in abito talare nei panni del celebre parroco della fiction reso celebre da Terence Hill.

“Sono contentissimo – ha affermato il mascheratista – il lavoro era innovativo per dimensioni e movimenti e con il gruppo di maschere siamo stati una scenografia itinerante”.

Una scelta vincente che ha tenuto conto della smisurata ambizione renziana e ha anticipato gli stravolgimenti politici che hanno scombussolato l’Italia poco prima del primo corso con la staffetta tra l’ex sindaco di Firenze e Enrico Letta nata e cresciuta tra Chigi e il Nazareno con il round finale che ha visto il freddo  passaggio di testimone ( e di campanella) tra i due.

Alla consegna dei bozzetti nessuno poteva prevedere la rottura che si don matteo renzi, andrea pucci, carnevalesarebbe consumata all’interno del Pd, ma i Pucci hanno lo stesso voluto dare fiducia a quel sindaco fiorentino che già si stava affacciando prepotentemente sulla scena politica nazionale.

“La maschera è stata partorita in estate. Mi immaginavo che Renzi sarebbe diventato segretario del Pd, ma mai avrei previsto questa ascesa”.

Il “Don matteo Renzi”, rappresentando più di ogni altro l’attualità politica del momento, ha fatto il giro del mondo finendo sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali e internazionali.

“L’essere apparso sui giornali e le riviste di tutto il mondo è stata una soddisfazione unica. Sono riuscito a sostituire i carri e a far parlare di satira politica a livello internazionale con una maschera isolata”.

foto Marco Pomella
foto Marco Pomella

Ora c’è spazio e tempo solo per i festeggiamenti con i figuranti che lo hanno accompagnato in questo percorso. Rimane solo l’amarezza per quei due primi posti consecutivi che non possono portare ad un passaggio di categoria. “Spero che la Fondazione ripensi al meccanismo di avanzamenti e retrocessioni per riuscire a compiere il salto alle mascherate di gruppo”.

I ringraziamenti finali vanno ovviamente al leader Renzi, ma non solo. “Un grazie speciale a papà Franco, al gruppo di amici che mi ha supportato  e alle nonne Gisella e Anna che hanno vissuto un anno travagliato”.

 

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