MASSAROSA. Donna, mamma e lesbica. Possibile conciliare questi aspetti? Il dibattito, in Italia, è quanto mai vivo. Ma a rispondere, oggi, abbiamo chiamato non un politico, non uno psicologo, non un sociologo. Ma una donna vera, in carne e ossa, che questa situazione l’ha vissuta e la sta vivendo sulla sua pelle. E che ci racconta il suo punto di vista.

Lei si chiama Veronica Barsotti, ha 33 anni. L’abbiamo incontrata in un bar di Lucca, dove oggi vive. “Sono metà romana, metà toscana – ci racconta – ho vissuto fino all’età di 10 anni a Roma, poi ho abitato a Lido di Camaiore e a Bozzano, a Massarosa. Di recente mi sono spostata sul versante lucchese”.

Mamma e lesbica

Veronica è stata sposata, e con il suo ex marito ha avuto due figli. Poi, scoperto di essere omosessuale, ha detto tutto al marito, dal quale si è separato, e ai suoi due figli. Ecco la sua storia (che quotidianamente trovate aggiornata sul suo blog, Fuori Logo)

“Col mio ex marito ci siamo conosciuti che avevo 21 anni io, 26 lui. Ci siamo piaciuti subito, sono rimasta incinta dopo pochissimi mesi e ci siamo spostati in chiesa. Era il 2002. Andava tutto bene: lui è un ragazzo in gamba, mi ci rapportavo bene. Però sentivo sempre che c’era qualcosa che non tornava, dentro di me. Nato il bambino, abbiamo avuto i primi segnali di crisi. Ma andiamo avanti, e decidiamo di fare il secondo figlio. Dopo il secondo figlio però l’ansia non mi passava. Avevo mollato lavoro, ero entrata nel ruolo della moglie-casalinga perfetta e davo la colpa a questo”.

Ma non era questo il problema…

“No, questa cosa strideva. Davo la colpa all’assenza di lavoro. Quindi mi sono reintrodotta nel mondo del lavoro, e ho avviato una serie di percorsi di counseling. E lì, quando ho cominciato a scavare dentro me stessa, è emerso questo aspetto, che cercavo di ignorare:  ossia che a me piacciono le donne”.

Mia moglie è lesbica

Come hai reagito? 

  “A mio marito l’ho detto subito. Non potevo aspettare, non potevo guardarlo in faccia senza dirgli la verità, per il profondo rapporto di stima e affetto che mi lega a lui. Non sono il tipo da avere una doppia vita”.

Lui come l’ha presa?

“Inizialmente era sconcertato. Di certo non ti aspetti che tua moglie con cui hai due figli ti dica ‘Guarda a me piacciono le donne’. Anche se forse qualche segnale ce l’avevamo avuto. I primi momenti sono stati pesanti. Doveva mandar giù non tanto la mia omosessualità, quanto il fatto che il rapporto tra noi stava finendo”.

La tua famiglia come ha reagito?

 “I miei sostanzialmente mi hanno detto: ‘Sei sicura? Non sarà un momento? E cosa ne sarà della tua famiglia? Cosa succederà ai bambini?”.

Quindi anche con i tuoi figli sei stata trasparente?

“Si. Ci siamo separati 4 anni fa. Mio figlio aveva sei anni, la piccola un anno e mezzo. Alla piccola l’ho detto ma a quell’età capisce il giusto di queste cose. Lei di fatto è cresciuta con i genitori separati e con la mamma omosessuale. A mio figlio l’abbiamo detto assieme io e il mio ex marito. Avevamo sempre avuto in casa amici gay e lesbiche, quindi era abituato, per così dire, alla diversità sessuale ed affettiva, per lui non era una anomalia. L’aveva vissuta sempre in modo sereno. E infatti, quando c’abbiamo parlato, non era preoccupato affatto della mia sessualità. L’unica cosa che temeva era la nostra separazione, il dover scegliere tra mamma e papà. In realtà la nostra è stata una separazione graduale, per un lungo tempo abbiamo continuato a vivere sotto lo stesso tetto. Mi ricordo ancora cosa mi rispose mio figlio: “Vabbè ma se sei lesbica, che c’entra che lasci papà?”. Non associava la mia sessualità al fatto che lasciassi il padre. Poi l’ha capito”.

 Nessuno quindi ha remato contro?

“Come no! Molti l’hanno presa in modo sbagliato. I miei ex suoceri mi hanno accusata di aver mentito al figlio per anni. Ma devo dire la verità: la maggior parte delle perplessità sono venute da alcune lesbiche, non dagli etero”.

In che senso?

 “I commenti peggiori alla mia situazione li ho ricevuto da alcune lesbiche, da quelle più dure e pure. In particolare perché avevo dei bambini, per la presenza di uomo che avevo avuto nella mia vita. Se mi sono sentita un un po’ discriminata è stato proprio da certe lesbiche. Ma forse è solo un caso: dipende sempre da chi incontri”.

Come te lo spieghi questo?

“Credo sia una loro difficoltà. Molte sono vissute in un clima repressione forte, dove il gay è visto come fenomeno da baraccone, da Pride, e la lesbica non esiste, i suoi rapporti vengono visto solo  come una amicizia speciale. Non viene riconosciuto il ruolo di relazione ne dal punto di vista sessuale ne affettivo. Quindi probabilmente queste ragazze cresciute in questo clima repressivo hanno sviluppato l’idea che loro stesse siano obbligate ad avere rapporti di serie b. Mi contestano il mio attivismo, che trovano inutile. Sembra che la mia vita sia stata sempre facile perché non ho magari vissuto i drammi che può vivere una adolescente che si scopre lesbica. Ma anche scoprirlo a 30 anni, quando hai marito e figli, non è mica facile… Ma ci sono tante altre lesbiche invece che mi hanno accettato, che non mi fanno sentire affatto differente”.

Oggi vivi con una compagna?

Si. L’ho conosciuta e ci siamo avvicinate perché aveva una esperienza simile alla mia. Anche lei sposata, anche lei con una bambina 9 anni.  Poi è nato il nostro rapporto”

Ed è nata anche l’idea del blog

 “Esatto. È nato da una parte per sfogarmi. Ma anche per scalfire l’idea che le lesbiche non esistono. Poi ho anche pensato che forse la mia testimonianza poteva essere d’aiuto ad altre persone che stanno vivendo l’esperienza che avevo vissuto io. In quei frangenti non sai a chi chiedere, non sai con chi parlare. E ho avuto riscontri. Attraverso il blog la gente mi chiede, mi suggerisce, mi sollecita ad andare avanti e mi ringrazia.  Ai miei lettori do una speranza: una vita normale, per una lesbica, è possibile”

Se in Italia comincia forse ad essere accettato il rapporto omosessuale, quando si parla di figli e di bambini le posizioni si irrigidiscono. Sbaglio?

 “No, è così. Accetto gli omosessuali, ma… è come dire accetto i neri, ma…. accetto gli ebrei, ma…. fondamentalmente questa affermazione è razzista e omofoba di suo. Quando una idea mette in discussione i diritti civili di altre persone, non è più una opinione. Per i bambini è la stessa cosa? E’ radicata l’idea che il bambino abbia bisogno di un padre e di una madre. I miei figli un padre ce l’hanno, ma non è questo il punto. E non è affatto detto, tra l’altro, che la coppia eterosessuale sia il modello educativo perfetto. La sfera sessuale non ha nulla a che vedere con l’essere genitore.  I bambini crescono influenzati? Crescendo con due mamme o con due papà diverrà automaticamente omosessuale? Ma chi lo dice? Se fosse così io, cresciuta con un modello eterosessuale, con una mamma e un papà, non sarei mai dovuta essere lesbica. Eppure lo sono”.

Cosa manca alla tua vita?

“I diritti, i diritti civili. Se qualcuno ha la moglie in ospedale basterà andare in ospedale e dire ‘sono il marito’, nessuno ti chiede il certificato di matrimonio. Se vado io a chiedere della mia compagna, mi ridono in faccia.  Anche prendere le bambine all’asilo, a volte, diventa difficile, ogni volta devi spiegare. La speranza che anche in Italia ci vengano riconosciuti i nostri diritti io la coltivo ancora. Anche se, ultimamente, in tema di diritti il nostro Paese sembra andare indietro invece che avanti”.

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