VIAREGGIO. “Quando ho iniziato a far politica ormai 15 anni or sono, pur avendo all’epoca un età maggiore di quella di Matteo Martini, ed essendo già avvocato, ho trascorso molte serate ad ascoltare gli ‘anziani’ del partito o di altre compagini dai quali ho appreso le regole della politica e con esse le regole della democrazia”. Così scrive in un intervento l’avvocato Massimiliano Baldini, capogruppo consiliare del Movimento dei Cittadini per Viareggio e Torre del Lago.

“Molte cose ho appreso dai Claudio Pucci, dagli Angelo Bonuccelli, dai Carlo Alberto Ferrari, dai Nanni Maglione, dai Giovanni Santini, dai Ghigo Gemignani, dai Pino Lucchesi, dai Renzo Vecoli, dai Massimo Baldini e dai Marcello Pera, per non parlare dei semplici consiglieri di circoscrizione o dei semplici iscritti che sono portatori di importanti valori legati al nostro territorio.

“Anzi, anche da segretario di partito, ho sempre frequentato il consiglio comunale dove ho avuto l’opportunità di sentire gli interventi dei Marco Marcucci, dei Milziade Caprili, delle Rossella Giusti e quant’altri, ai quali ho cercato di ‘rubare’ il mestiere.

“Dispiace davvero, per chi come me crede nel rispetto dell’esperienza di chi ha lunga militanza, vedere un giovane come Matteo Martini, malgrado sia stato beneficiato di un ruolo importantissimo come quello di capogruppo del partito maggiore della città, rilasciare certe dichiarazioni riguardo il sottoscritto. Dichiarazioni per le quali non solo lo invito a leggersi con più attenzione il nostro regolamento, il testo unico, l’interpretazione giurisprudenziale del testo unico e le leggi in generale, ma che confermano anche per quali motivi e in più occasioni sia stato esautorato dal suo ruolo pubblicamente dai suoi stessi compagni di partito o si sia trovato a dover chiedere scusa ai colleghi per dichiarazioni avventate di natura similare.

“Del resto, se a Martini hanno insegnato che fare il capogruppo significa solo ripetere ‘a pappagallo’ la lezione, non posso certo chiedere che comprenda le posizioni che espongo in consiglio e in commissione che sono il frutto di confronti serrati e di posizioni diversificate all’interno del Movimento.

“Ad ogni modo, Matteo Martini dorma sogni tranquilli: alzare la mano in consiglio comunale non è difficile. Al confronto con le categorie e con le forze economiche e sociali della città sui temi locali ci penserà qualcun altro “.

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