VIAREGGIO. È l’unica sopravvissuta della famiglia: la notte della strage di Viareggio sono morti suo padre Mohamed, sua madre Talib Aziza, suo fratello Hamza e la sua sorellina di 3 anni, Iman. Ibtissam Ayad, 24 anni, in aula a Lucca ha ripercorso i momenti della notte del 29 giugno 2009. La sua è una delle storie simbolo della strage.

”In casa c’erano mamma, papà, mio fratello e la mia sorella più piccola, di tre anni – ha detto -. Abbiamo pensato a una fuga di gas, nella via c’era come nebbia. Io, mio fratello e papà siamo usciti per urlare ai vicini: ‘Scappate, scappate’. Poi c’e’ stata l’esplosione. Solo io sono riuscita a scappare prima che le fiamme arrivassero. Mio fratello era tornato in casa per riprendere la bambina, non l’ho piu’ visto”. Iby ha poi spiegato di essere rimasta ”in cura dallo psicologo un anno e mezzo”.

Un’altra abitante di via Ponchielli, Laura Galli, ha raccontato che la sua famiglia rimase chiusa in casa, perché il calore aveva fuso porte e finestre. ”Ho sentito un boato sordo, la casa che oscillava – ha detto – ho pensato a un terremoto.
Sono andata di corsa in camera di mio marito, che stava dormendo. Ha guardato fuori e ha detto: ‘Qua brucia tutto’. Gridavamo aiuto, da fuori ci hanno sentito. L’ultimo ricordo che ho sono delle braccia che mi sollevano”.

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