VIAREGGIO. Anche i musicisti piangono. Già perché tra la guerra ai rumori (vota il sondaggio) e la crisi dilagante, i tagli vanno a colpire chitarre, pianoforti, batterie e pure le consolle dei dj. Insomma, la musica è finita ed è  la sinfonia di recessione che inizia a farsi a sentire.

Suonare a Viareggio e in Versilia sembra infatti diventata una missione ai limiti dell’impossibile. A descriverci la difficile situazione è Alessio Bartolini Salimbeni che, con il suo gruppo amatoriale “low cost”, sembra proprio non riuscire a trovare spazi sul palcoscenico musicale di casa nostra.

“Partiamo da un semplice dato di fatto sui costi. Il nostro gruppo chiede per una serata 300 euro che, molto spesso dopo estenuanti contrattazioni, si riduce a 200. Siamo in sei e quindi sono da 33 a 50 euro a testa. A questi dobbiamo togliere circa 27 euro per l’agibilità ed i contributi Enpals (obbligatori se si vogliono evitare accertamenti e multe).

Rimane una decina di euro che devono praticamente compensare le sei-sette ore fra montare, provare, suonare e smontare. Neanche da considerare dettagli quali il compenso per gli anni passati ad imparare uno strumento o l’ammortamento delle attrezzature (strumenti, amplificatori, impianto voce ecc.).

La situazione è nettamente migliore per i musicisti singoli o i gruppi da due/tre elementi. In genere portano a casa da 70 a 100 euro lordi. Ed è anche abbastanza ovvio che nella maggior pare dei casi il locale, lo stabilimento balneare, il ristorante, fra un gruppo di musicisti ed un DJ preferisca quest’ultimo: costo minore, repertorio praticamente infinito, brani a richiesta, minore ingombro e maggiore snellezza di allestimento.

Infine è da mettere sempre in conto il costo della SIAE (da 95 a 160 euro più IVA a seconda del tipo di serata). Per chiunque voglia fare musica, dal vivo o con un DJ, si parte quindi da un costo minimo di circa 150-200 euro. Escluso il lato finanziario si passa al lato “amministrativo”. Nessuno sa con certezza cosa sia lecito e cosa invece non lo sia. Piano dei Rumori, Zone di Rispetto di vario genere, Limiti Acustici, Orari Ammessi, Autorizzazioni Amministrative, Dia/Scia all’Ufficio Urbanistica, eventuali licenze di “Locale da Ballo” nel malaugurato caso che qualche avventore decida di agitarsi un po’ e così via.

Quindi la maggior parte dei locali che volessero intraprendere una simile impresa rinunciano a priori. Lo so bene perche ogni volta che giro la Versilia le risposte sono sempre le stesse: non ne vale la pena, si spende troppo, ho i Vigili alle costole, se non vengono almeno una cinquantina di persone ci rimetto ecc.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, la musica dal vivo è praticamente scomparsa sul mare. Neanche dieci anni fa la situazione era diversa, spesso c’erano feste nei bagni con un sacco di gente, i locali della Darsena nei week-end traboccavano di spettatori ed avventori, anche qualche ristorantino dell’entroterra si cimentava in serate musicali.

Come sempre però da una situazione del “Tutto è lecito” si passa in Italia al “Tutto è vietato”. E si eccede dal lato opposto. Quello che infatti mi risulta di difficile se non impossibile comprensione è il fatto di non riuscire a trovare una via di mezzo che accontenti entrambi. Non è assolutamente difficile, basta emanare poche ma essenziali regole certe:

Un limite per ogni esercente alle serate musicali. Anche autorizzarne tre-quattro al massimo nei mesi estivi per ogni locale non è limitante per nessuno né è fastidioso per gli abitanti della zona. Fra l’altro ci sono spesso raggruppamenti di locali in una zona ristretta e non è detto che tutti vogliano fare serate musicali. Abbiamo sott’occhio comunque deroghe “Ufficiali” per ogni Sagra o Spettacolo Istituzionale. Io per esempio a Piano del Quercione dove abito mi sorbisco la Sagra allo Zooparco che va avanti ininterrotta ogni venerdì, sabato e domenica, dal 15 maggio al 20 agosto.

Un limite di orario che può tranquillamente essere fissato in estate all’una di notte ed in bassa stagione a mezzanotte. A Lucca il limite a mezzanotte è tassativo e le serate musicali si fanno comunque senza problemi. Ovvio che detto limite non valga per quei locali dotati di insonorizzazione tale per cui all’esterno non si senta niente o poco.

Una semplificazione amministrativa nel richiedere le serate. Può bastare una comunicazione al Comune senza dover mobilitare un commercialista. Credo che fra l’altro sia passato a livello Nazionale un disegno di legge che semplifica dette richieste qualora lo spettacolo non preveda più di duecento persone e non vi sia ingresso a pagamento. Lo stesso disegno di legge depenalizza il “ballo” qualora siano rispettati i parametri precedenti.

I pochi limiti descritti sono più che sufficienti per accontentare entrambe le “fazioni” del contendere e porterebbero un certo miglioramento dell’offerta turistica in Versilia. Dico miglioramento perchè il problema è ovviamente più ampio e coinvolge una montagna di altri settori ma sembra ormai assodato che la Versilia sta diventando veramente un “Paradiso per Vecchi” ancor più della Liguria che si è sempre vantata di questa prerogativa”.

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