VIAREGGIO. “Come Filcams Cgil vorremmo trasmettere alcune note in merito a quanto apparso sulla stampa pochi giorni fa sul rischio che nella stagione in corso non ci sia sorveglianza sulla spiaggia libera della Lecciona e più in generale rispetto alla tutela degli assistenti ai bagnanti”. Anche la Filcams Cgil, nella persona di Valentina Gullà, commenta la vicenda del bando per l’assegnazione del servizio di sorveglianza sulla spiaggia libera tra Viareggio e Torre del Lago.

“Sul primo punto vogliamo affermare in maniera categorica che se da un lato la spiaggia libera non può intendersi nella maniera più assoluta ‘libera da sorveglianza’, rischio che crediamo che l’amministrazione comunale non possa assumersi nemmeno indirettamente per ovvie ragioni di sicurezza, dall’altro pensiamo che sul bando vada fatta chiarezza. O meglio: devono essere rivisti i parametri proprio per evitare che l’eventuale vincitore sia tale grazie alla implicita mancata o parziale applicazione dei vigenti contratti collettivi nazionale e provinciale.

“Le condizioni di lavoro degli assistenti ai bagnanti sono già critiche in Versilia, sia nel privato che nel pubblico, relativamente alle questioni della sicurezza così come a quelle contrattuali. Come Filcams Cgil abbiamo recentemente chiesto un incontro alle amministrazioni comunali della provincia di Lucca e alle associazioni di categoria perché si apra un osservatorio sul lavoro nel turismo, portando tra gli esempi proprio questa categoria di lavoratori troppo spesso assunti a condizioni pattizie che esulano da quanto stabilito dal Ccnl.

(foto Vt)
(foto Vt)

“Per quanto concerne invece il tema della sicurezza, nelle settimane passate si è svolto un incontro tra la Capitaneria di Porto di Viareggio, alcuni rappresentanti dell’associazione Assistenti ai Bagnanti e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil e Fisascat Cisl. Oggetto della discussione è stata l’ordinanza locale secondo la quale la misura dello spazio fronte-mare sorvegliabile dagli assistenti ai bagnanti sarebbe di 80 metri.

“Le richieste di modifica dell’ordinanza avanzate dai rappresentanti dei lavoratori del settore risiedono in ragioni inerenti la sicurezza sia per gli operatori sia per i bagnanti: la lunghezza di fronte-mare sorvegliabile dovrebbe essere parametrata sulle reali capacità psicofisiche della persona, come alcune perizie mediche sul cono visivo effettuate su alcuni operatori dimostrano.

“Inoltre si sono voluti portare all’attenzione della Capitaneria di Porto altri elementi di grande rilevanza, quali la scarsa presenza di mezzi di soccorso omologati e l’assenza di veri standard di qualificazione del personale.

“A fronte di tutto ciò è chiaro che le amministrazioni comunali in primis devono a nostro avviso intervenire, e certamente non pubblicando bandi che neanche prevedono cifre sufficienti a coprire tutti gli oneri retributivi e contributivi per l’assunzione del personale. Attendiamo quindi risposte”.

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ultimo aggiornamento: 05-06-2014


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