VIAREGGIO. “Abbiamo appreso dai quotidiani dell’iniziativa a cura della Guardia Costiera viareggina denominata operazione Mare Sicuro: come organizzazione sindacale non possiamo esimerci dal sottolineare come al di là dello sforzo e dell’impegno dichiarato permangano problematiche non di poco conto per la sicurezza dei bagnanti”. Lo scrivono in una nota Valentina Gullà di Filcams-Cgil e Massimiliano Bindocci della Cgil provinciale.

“Dietro l’iconografia del bagnino, c’è un lavoro duro, di grande professionalità e responsabilità non sempre riconosciuto e spesso mal pagato. In questo periodo di particolare crisi si sono acuite le cattive prassi che già in passato abbiamo riscontrato e denunciato: bagnini assunti con contratti part time per poi realmente lavorare anche dieci ore al giorno, bagnini tuttofare che diventano baristi, spiaggini, imbianchini, manutentori, pulitori.

“Infatti la verità è che negli stabilimenti balneari imperversa la legge del più forte, e la lobby dei balneari sicuramente ad oggi rappresenta bene questo ruolo, nei confronti dei dipendenti e dei vari attori che si interessano del mare. La sudditanza di molte amministrazioni ci ha sempre lasciato perplessi.

“I bagnini sono spesso le vittime, i contratti sono tutti individuali con una trattativa che prevede una parte ingente pagata con modalità discutibili ed un contratto formale che serve nella migliore delle ipotesi per ottenere i requisiti Aspi. Le regole ed i contratti nazionali sono comunemente disattesi, ma quello che preoccupa di più è il clima di omertà e di paura che gira nel settore, la paura che se chiedessero quello che spetta loro, l’anno successivo non troverebbero più lavoro. Abbiamo rinnovato come Filcams Cgil insieme alle altre sigle di categoria il Contratto territoriale per i dipendenti degli stabilimenti balneari, del quale esigiamo il pieno rispetto così come del Ccnl.

“Sulla sicurezza dei bagnanti va inoltre detto che il fatto che nel 2014 il mezzo più diffuso per salvare i bagnanti sia il pattino la dice lunga, si potrebbero utilizzare le moto ad acqua almeno a stabilimenti alterni (forse qui avrebbe senso l’isola). L’isola poi, per come è strutturata la balneazione in Versilia, è la prova che quello che si consente è proprio la poca sicurezza, l’obbligo di avere il bagnino è circoscritto a poche settimane mentre già da fine maggio e fino a ottobre sarebbe bene averlo almeno nei week end, il fatto che ci sia una isola che preveda un bagnino ogni ottanta metri e che nei fine settimana d’estate ci siano almeno a 100 bagnanti ogni 30 metri nelle ore di punta. Insomma si dovrebbe fare di più soprattutto quando si scrive le regole invece di fare i fenomeni in fase di controllo con mezzi e uomini oggettivamente insufficienti.

“Su certe regole proprio la capitaneria ha delle responsabilità, e nonostante abbiamo portato le nostre proposte e i pareri della Asl, ad oggi vediamo che le regole sono coincidenti con le esigenze della lobby dei balneari. Sicuramente sarà un caso, però rafforza le nostre convinzioni.

“Fare le multe ad un bagnino per la maglietta scolorita, o perché era distratto, quando spesso deve fare il garzone negli stabilimenti, non ci sembra un modo di salvaguardare il bene dei bagnanti, ma rientra nella logica di dare una immagine di sicurezza spesso fine a se stessa.

“È poi noto a molti il fatto che diversi stabilimenti affittino le case di guardianaggio, che chi lavora nelle pulizie, nei bar, non abbia regole sull’orario, non abbia giorno di riposo, le regole sui limiti massimi dell’orario di lavoro – 48 ore nel turismo – e la formazione prevista sono secondo noi spesso non rispettate. Ultimamente poi si registra un reclutamento di bagnini di prima nomina che lavorano per meno degli altri, a discapito della sicurezza.

“Sarebbe secondo noi fondamentale prevedere una anzianità minima di stagioni prima di lasciare questi bagnini soli.
Le nostre denunce sono effettivamente generali, e non è giusto generalizzare perché sicuramente il problema non riguarda tutti, ma molti. Si tratta dunque di un problema ampio, per cui deve intervenire una volontà politica di regolare le cose, non nel senso di trovare nuove regole, ma di mettere questo mercato del lavoro e questo settore dell’economia nelle regole, nella legalità.

“Facciamo appello anche alla sensibilità dei bagnanti e dei turisti che vengono a godere delle nostre bellezze e del nostro litorale: pretendete sempre la presenza del bagnino, nella sua postazione, perché anche da lui dipende la vostra sicurezza”.

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