VIAREGGIO. Nuovo appuntamento con FeliceMente, la rubrica di VersiliaToday dedicata alla mente e alla sua conoscenza, curata dalla dottoressa Valentina Aletti.

Cosa c’è di sbagliato nella mente degli adolescenti? Il pestaggio della notte di Halloween.

Da giorni i cittadini di Viareggio e di tutte le zone limitrofe sono sconvolti dal terribile episodio di pestaggio avvenuto la notte di Halloween. Un giovane uomo sta lottando tra la vita e la morte dopo essere stato aggredito presumibilmente da un gruppo di adolescenti.

Ciò che colpisce e preoccupa in modo drammatico è la violenza con cui l’uomo è stato picchiato, più volte, all’altezza della testa, utilizzando un casco. Chissà se l’autore ( o gli autori) del folle gesto fossero pienamente consapevoli delle conseguenze di ciò che stavano facendo? Cosa gli passava per la testa in quel momento? Da dove proveniva così tanta rabbia? Queste sono domande che probabilmente ogni persona dotata di buon senso si ripete da giorni nella propria testa.
Il comportamento provocatorio e aggressivo degli adolescenti è diventato un fenomeno sociale rilevante, come testimonia il recente articolo “What´s wrong with the teenage mind?” comparso sul Wall Street Journal, che si interroga su cosa possa avvenire nella mente dei giovani per scatenare tali gravi comportamenti.
Gli psicologi sono sempre più interessati a sviluppare studi per comprendere e aiutare a gestire le manifestazioni aggressive e violente dei bambini e degli adolescenti.

Si parla anche di bambini perchè già in età prescolare si possono manifestare atteggiamenti aggressivi e violenti, che spesso vengono sottovalutati confidando che scompariranno con la crescita. Purtroppo la realtà insegna che, in mancanza di adeguati supporti educativi, a crescere saranno solo i problemi e le capacità offensive del bambino.

Il comportamento aggressivo e violento nei bambini, ovvero esplosioni d’ira, aggressione fisica, risse, minacce e tentativi di far male agli altri, crudeltà verso gli animali, inclinazione ad appiccare incendi, distruzione intenzionale delle cose (proprie e altrui), atti di vandalismo… a qualunque età si manifesti, merita SEMPRE di essere preso in seria considerazione.

La ricerca in questo campo ha dimostrato che alla base dell’aumentato rischio di questi comportamenti nei giovani vi è una serie complessa di interazione di fattori tra i quali vorrei sottolineare l’ambiente familiare sempre problematico in cui questi bambini crescono e ricevono un educazione, il tipo di attaccamento insicuro che sviluppano con i genitori e la frequente esposizione alla violenza che accompagna la loro crescita.
Vi sono una serie di segnali d’allarme ai quali occorre porre attenzione perché spesso precursori di comportamenti apertamente violenti, come la rabbia intensa con perdita frequente del controllo ed esplosioni d’ira, l’impulsività e la sensibilità alla frustrazione.

È importante quindi fare attenzione a questi segnali e non sminuire la loro valenza e problematicità, cercando di interpretarli in correlazione al contesto familiare e ambientale che circonda il minore e alle esperienze che sta vivendo.

In presenza di un bambino aggressivo è importante che tutte gli “adulti di riferimento” (genitori insegnanti, allenatori ecc.) collaborino con grande sensibilità per comprendere la situazione al fine di aiutarlo a esprimere la sua rabbia e la sua frustrazione in modi più appropriati. È utile spingerlo a verbalizzarne le cause (dove è possibile per l’età), renderlo consapevole della responsabilità delle proprie azioni e delle loro conseguenze.

Inoltre è necessario intervenire per affrontare e risolvere eventuali conflitti familiari che sono spesso alla base delle manifestazioni di disagio espresse dai giovani, perchè nel parlare di questi comportamenti aggressivi da parte di bambini e adolescenti bisogna sempre ricordare quanto essi siano pure manfestazioni di un disagio con cui l’individuo convive da anni e che ha molto spesso accompagnato tutta la sua crescita. Questo non esonera ovviamente questi giovani e, nel caso specifico gli autori del pestaggio a Manuele, dalle loro responsabilità, poiché il miglior modo per comprendere la gravità delle proprie azioni e affrontarne le conseguenze.

Vorrei concludere questo articolo ricordando che fra pochi giorni, esattamente il 20 novembre, ricorre la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ritengo doveroso dedicare questo giorno anche ai giovani autori del pestaggio di Halloween, poiché “proteggere” bambini e giovani oggi significa soprattutto crescere individui capaci di gestire le proprie emozioni, di rispettare gli altri e coltivare in loro dei valori…questo purtroppo non è avvenuto nel caso di questi ragazzi.

* FeliceMente è curata da Valentina Aletti, psicologa clinica, laureata presso l’Università degli Studi di Firenze. Specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale ha conseguito master di perfezionamento in PNL , diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare e obesità , consulenza tecnica e peritale e disturbi dell’apprendimento e comportamento in età evolutiva. Per informazioni o richieste scrivere a: [email protected]

* Avvertenza: questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale. Le mail saranno protette dal più stretto riserbo e quelle pubblicate, previo esplicito consenso del lettore, saranno modificate in modo da tutelarne la privacy.

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