VIAREGGIO. “Le misure adottate dal commissario prefettizio su tasse, tariffe, servizi scolastici possono e debbono essere cambiate”. Lo scrive in una nota il sindacalista Andrea Antonioli, già candidato alle primarie del gennaio 2013 a Viareggio con Sel e oggi componente sospeso del direttivo provinciale della Cgil.

“È vero infatti che Romeo ha dovuto decidere tutto in tre giorni, dimostrando una volta di più che l’amministrazione uscente non aveva preparato nulla. Lo stesso nulla sul piano delle proposte concrete che era emerso con la solita leggerezza sia sull’ipotesi del riequilibrio pluriennale alternativo al dissesto, che al momento della stessa scelta di auto dichiararsi il dissesto.

“Ma poiché la legge consente di deliberare maggiorazioni riduzioni e graduazioni di tasse e tariffe (comma 4 articolo 251 del Tuel), così come prevede la copertura del 36% del costo complessivo dei servizi a domanda individuale – centri educativi, mense e trasporto scolastico, nidi nella misura del 50% -, bisogna che tutti insieme si spinga per correggere le deliberazioni commissariali. Hanno infatti ragione le tante famiglie scese in piazza sabato che questi aumenti rischiano di uccidere il servizio pubblico, di violare il diritto all’istruzione e quindi il futuro dei bambini e con loro della città stessa.

“È giusto che in una situazione di emergenza come questa intervenga la Regione, specie per le cose più gravi come la mancanza delle insegnanti di sostegno, ma bisogna anche che sia rivisto completamente il sistema delle tariffe scolastiche. Bisogna rivedere le fasce di reddito e la ripartizione delle tariffe per fasce. Che oltre i 12.600 euro di indicatore Isee si paghi la tariffa intera non è equo ed è bene ricordare che quelle tariffe erano state decise circa 8 anni fa sostituendo delle fasce estremamente appiattite e già allora convenimmo che le fasce e le tariffe dovevano essere progressivamente innalzate per fare si che chi può permetterselo paghi tariffe più alte, in alcuni casi l’intero costo del servizio, mentre gli altri devono pagare il proporzione alla propria capacità reddituale.

“Poi però non è stato fatto più niente e su questo c’è una responsabilità degli amministratori, ma anche di chi, come il sindacato, non doveva limitarsi a fare lo spettatore – e non ce l’ho con chi è arrivato ora. Così come il solo indicatore Isee non basta, bisogna adottare filtri ulteriori che riescano a smascherare i furbetti, che pure ci sono, e molti comuni lo hanno già fatto e da tempo. Senza dimenticare che alcuni servizi devono essere profondamente rivisti perché troppo costosi, con la consapevolezza però che non si possono prendere scorciatoie come l’esternalizzazione di servizi a chi paga i lavoratori 5 euro l’ora tutto compreso.

foto Marco Pomella
foto Marco Pomella

“Il principio della modulazione deve valere anche per le tasse, la tassa di soggiorno, ad esempio, non può essere la stessa il alta e in bassa stagione e non essere proporzionale al costo di un soggiorno nelle varie categorie di albergo, perché altrimenti si penalizzano le strutture di livello inferiore e quelle che si sforzano di tenere aperto anche in inverno. Ripeto non sono cose che si fanno in tre giorni, ma che bisogna fare con estrema urgenza e con il contributo di tutti, delle forze sociali, così come dei comitati cittadini che sono l’unica vera novità positiva di questa fase così negativa.

“Alla rimodulazione di tasse e tariffe, alla riorganizzazione dei servizi, alla profonda ristrutturazione di tutto il sistema delle partecipate e della macchina comunale con l’obiettivo di rendere molto più snello, ma allo stesso tempo funzionale ed efficiente il sistema, senza mandare a casa i lavoratori, ma facendoli lavorare meglio, e poi stimolare in modo efficace l’economia cittadina a partire dalla nautica e dal turismo, questi sono i temi a cui la politica dovrebbe dare risposte.

“Certo è più facile a dirlo che a farlo, ma la sfida è proprio questa senza continuare a tenere la testa rivolta alla caduta dell’amministrazione Betti con i veleni e le schermaglie ad essa collegate, perché quell’amministrazione ha cominciato a morire da subito non affrontando queste tematiche, scegliendo invece di galleggiare e di pensare ad altro, finendo di conseguenza per essere in continuità con Lunardini. La svolta di cui Viareggio ha bisogno è quella di costruire proposte concrete e praticabili in questa fase che purtroppo è di dissesto. Il resto sono chiacchiere inutili”.

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