Massimo Breschi denuncia gli abusi sui minori nel suo carro per il Carnevale di Viareggio 2015 - Carnevale di Viareggio, Top news Versiliatoday.it

Massimo Breschi denuncia gli abusi sui minori nel suo carro per il Carnevale di Viareggio 2015

VIAREGGIO. Siamo nell’estate di due anni fa: il carrista Massimo Breschi va a vedere la mostra di quadri di Arnaldo Galli, nome che nel mondo del Carnevale di Viareggio non ha bisogno di troppe presentazioni, nel giardino del maestro e scorge un quadro. Lo osserva con attenzione e nella sua mente balena un pensiero: farne un carro. Un’idea che si concretizza molti mesi dopo in “Quello che non vorrei vedere”, costruzione con cui concorrerà in prima categoria al Carnevale 2015, in programma l’1, 8, 15, 22 e 28 febbraio sui viali a mare.

Non ha scelto un argomento banale e frivolo, Massimo Breschi: il suo carro sarà una denuncia degli abusi ai danni dei minori, tema raramente affrontato in passato dai suoi colleghi. La costruzione ricorda per certi versi “L’amore rubato”, con cui Breschi nel 2010 raccontò attraverso i mascheroni di cartapesta la violenza sulle donne, sia per la crudezza del messaggio sia per la concezione della struttura.

Foto Vt
Foto Vt

Il carro, infatti, ruoterà ogni cinque minuti di 180 gradi mostrando due diverse facciate. Da una parte c’è un variopinto giullare dalle movenze di una marionetta, dall’altra un’orrenda figura avvolta nell’oscurità, con il volto camuffato da una maschera nera in stile veneziano: su ambo i lati la struttura sarà completata dalla cornice di un quadro. Ai piedi dei due mascheroni si esibirà una ballerina: sarà ammaliata dal giullare e da una coinvolgente tarantella per poi essere fatta prigioniera dal mostro sulle note della colonna sonora di “Profondo rosso”.

Il retro della costruzione è ispirato proprio al quadro di Galli. “Tra le varie opere esposte nel giardino di casa sua un piccolo dipinto catturò la mia attenzione”, racconta Breschi. “Il soggetto principale era una figura scura e minacciosa che si avventava su un’esile bambina talmente terrorizzata che sembrava tremasse dallo spavento. Fui colpito da quell’immagine pittorica perché, nella sua semplicità, esprimeva un profondo significato”.

Ecco come è nata l’idea di realizzare una costruzione allegorica “per denunciare la devastante piaga sociale che avevo letto in quel dipinto: gli abusi sui minori. Una violenza raccapricciante che costringe bambini di ogni età e classe sociale a subire molestie psicologiche, maltrattamenti fisici ed abusi sessuali.

bozzetto breschi 2015“La vita dei bambini è quadro di mille colori e all’interno di quell’opera d’arte gli adulti sono un grande burattino che li protegge e ne rallegra la spensierata adolescenza. Ma spesso, quel giullare burattino nasconde una doppia personalità, la sua crudele identità appare all’improvviso e trasformandosi in un mostro violento dall’aspetto terrificante, sconvolgerà per sempre l’indifesa esistenza di vittime innocenti”.

I figuranti del carro, mascherati da giullari, sfileranno tutti dietro alla costruzione. Melissa Morandini e Daniele Biagini interpretano la canzone ufficiale “Quello che non vorrei vedere”, scritta da Simone Remedi.

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Aggiornato il: 20-01-2015 20:31