VIAREGGIO. Oggi nell’udienza del processo relativo all’esplosione del 29 giugno 2009 alla stazione ferroviaria di Viareggio che ha provocato 32 vittime innocenti ha testimoniato   Daniela Rombi, che ha perso la figlia Emanuela Menichetti, 23 anni, che insieme all’amica d’infanzia Sara Orsi 24 anni, anche lei tra le vittime,  avevano coronato il sogno di aprire insieme  un’agenzia immobiliare. Questa tragedia però ha spezzato le loro vite. Daniela Rombi, che da quella notte maledetta è diventata uno dei simboli della strage  ha ripercorso i 42 giorni di agonia della figlia che l’hanno portata purtroppo al decesso nel centro grandi ustionati dell’ospedale di Cisanello.  “I treni  non scoppiano, deragliano” è stato il primo pensiero per cercare di capire cosa fosse realmente accaduto alla figlia. La notte dell’esplosione Emanuela parlò dal pronto soccorso dell’ospedale Versilia a telefono con la madre, che non si sarebbe aspettata poi un epilogo così tragico, con l’agonia della figlia che non ce l’ha fatta in seguito alle gravi ustioni riportate nell’esplosione. In aula a Lucca era presente oggi anche Gloria Puccetti, che il 12 novembre 2004 ha perso il figlio Matteo Valenti 23 anni, in seguito a gravi ustioni riportate nella fabbrica di cera dove lavorava a Viareggio. “Ascoltare Daniela che ha ripercorso i 42 giorni di ospedale al capezzale di sua figlia è stato molto doloroso”.Da questo processo i familiari delle 32 vittime e tutta la città di Viareggio si attende la verità e la giustizia e che i responsabili di quanto accaduto paghino.
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