MASSAROSA. Ha battuto al giro di boa della museumweek 2015 il British Museum di Londra, il Louvre e l’Orsay di Parigi, l’Hermitage di San Pietroburgo.
Nella sfida a colpi di tweet a trionfare di fronte ai mostri sacri dell’arte internazionale è la piccola e nostrana area archeologica di Massaciuccoli Romana.

Questa piccola perla nascosta tra il folto degli ulivi e troppo spesso dimenticata dalle autorità locali si è infatti aggiudicata il primo posto nella #MuseumWeek, la settimana dedicata su Twitter alla promozione di musei e patrimoni culturali. 1800 istituzioni culturali in rappresentanza di 58 nazioni e 943 città, 175 i musei italiani hanno partecipato alla sfida sul popolare social network giunta alla seconda edizione.

Museumweek, un’opportunità per mettersi in luce e dialogare con i visitatori, attraverso 140 caratteri, 7 temi e 7 hashtag. Dalla giornata dedicata a pose e selfie, a quelle a tema souvenirs e architettura, per coinvolgere e portare sulla piattaforma i musei di tutto il mondo.

Museumweek, la rivincita della passione di chi ha a cuore il visitatore

Schermata 2015-03-30 a 18.44.19Schermata 2015-03-31 a 18.23.21Vicino ai più celebri giganti internazionali a trionfare tra i cinguettii della museumweek è stata proprio l’area di Massaciuccoli Romana che ha fatto scoprire le sue bellezze in tutto il mondo. I resti della villa della famiglia dei Venulei, costruita agli inizi del I secolo d.C. , di cui si conserva il monumentale complesso termale, il padiglione espositivo G.Lera, suggestivo connubio tra architettura contemporanea, natura e resti archeologici con il suo piccolo quartiere termale di cui sono ancora visibili alcuni ambienti, parte dell’impianto di riscaldamento e il mosaico pavimentale del frigidarium. O ancora i nuovi scavi archeologici che hanno permesso di scoprire  numerosi nuovi ambienti e di assistere in diretta al lavoro degli archeologi e all’emergere di nuovi tasselli della storia.

Prestigiosa piazza d’onore per un altro piccolo museo, l’Antiquarium Turritano di Porto Torres, mentre ad aggiudicarsi il quarto posto è stato il Museo Nazionale “G.A. Sanna” di Sassari.

Un successo ottenuto malgrado la scarsa attenzione delle istituzioni locali (che non si sono nemmeno accorti dell’iniziativa), pesanti tagli ai finanziamenti delle attività museali e l’impossibilità che la burocrazia crea all’esposizione dei reperti trovati nell’area.
Anche il nuovo padiglione espositivo in costruzione a Massaciuccoli non prevede bacheche per contenere i ritrovamenti perché il progetto va in altra direzione e che, nel 2009, la campagna elettorale di qualche amministratore che oggi per fortuna si è ravveduto, prevedeva la ricopertura di una parte significativa degli scavi per realizzare un parcheggio per la frazione.

La grande passione del GAM, gruppo archeologico Massarosa assieme alla volontà del direttore scientifico Francesco Ghizzani stanno ottenendo risultati impensabili solamente alcuni anni fa.
Ogni settimana, grazie a volontari preparati, numerosi turisti visitano il museo e l’area termale adiacente. Un incredibile numero di attività didattiche per bambini vengono svolte durante l’anno e gli eventi di spicco quali “Il convivium e il Festival Romano” portano il numero dei visitatori annui a superare la quota di 20.000 che uniti ai 35.000 dell’oasi Lipu fanno di Massaciuccoli una grande area attrattiva dal punto di vista turistico.
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La #MuseumWeek che valutava principalmente l’interazione delle strutture museali con il pubblico, individua ed evidenzia coloro che mettono passione in quello che fanno e smaschera quelli che dall’alto delle loro posizioni dominanti, anche economicamente parlando, hanno perso la loro freschezza e che forse non hanno mai avuto la voglia di condividere il loro sapere.

#museumweekProbabilmente è anche per questo che i media non ne parlano, nessuna notizia sui telegiornali o sulle testate nazionali. Solo Le Journal du Dimanche un quotidiano francese ne parla e l’infografica con la classifica finale è eloquente. In una realtà chiusa fatta di professoroni e grandi dirigenti pubblici, Twitter ha scombussolato le carte in tavola ed è meglio non parlarne.

Magari se avessero vinto gli Uffizi o uno dei nostri grandi musei, i titoli a 9 colonne sull’Italia, culla della cultura anche in rete, si sarebbero sprecati.

Insomma, che questo traguardo sia l’inizio della rivincita dei più piccoli, di quelle tante realtà in Versilia sempre più dimenticate, che faticano a stare in piedi (o troppo spesso si adagiano) tra difficoltà economiche e impedimenti burocratici, ma che racchiudono la nostra cultura, la nostra arte e la nostra grande bellezza.

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