VIAREGGIO. Puntata numero 87 per DA UOMO A UOMO, la rubrica di Versiliatoday dedicata alla sessuologia, all’andrologia e all’urologia, curata dal dottor Luca Lunardini.

 

Nulla a che vedere con il più celebre “Contrordine Compagni!” di Giovannino Guareschi anni 50’, ci riferiamo invece ad una notizia assai particolare che ha percorso il mondo, in questo caso un po’ stupito, della urologia: LATTE E FORMAGGI, CONTRARIAMENTE A QUANTO SPESSO PENSATO, NON FAVORIREBBERO LA FORMAZIONE DEI CALCOLI DI CALCIO!

In effetti In questa Rubrica, dove abbiamo più volta parlato della dolorosissima e diffusa colica renale (In Italia, il 10% della popolazione, 6 milioni di persone, ha almeno una colica renale nella vita e il 50% di questi soffre di recidive!) e dei calcoli urinari che ne sono all’origine, parlando di prevenzione e diete (puntata 72: “COSA EVITARE A TAVOLA”) qualche dubbio sul principio LATTE=CALCOLI lo avevamo già espresso.

Scrivevamo infatti: “Se di CALCIO in passato VENIVA CONSIGLIATO DI EVITARE I PRODOTTI CASEARI ED ALTRI ALIMENTI CON ALTO CONTENUTO DI CALCIO, in realtà ricerche recenti hanno dimostrato che gli alimenti ricchi di calcio, compresi i prodotti CASEARI, non sono decisivi per la formazione dei calcoli, anzi alcuni studi arrivano perfino a suggerire che potrebbero PERFINO UN PO’ PROTEGGERE”.

Ebbene oggi questa affermazione acquista carattere di quasi-certezza. Lo dimostra uno studio pubblicato sull’Archivio Italiano di Urologia e Andrologia, nato dal confronto fra specialisti urologi, nefrologi, internisti, pediatri e nutrizionisti, recentemente presentato a Milano nell’ambito dei “Dialoghi della Chirurgia”, in occasione di EXPO. Dopo anni di lavoro per meglio studiare l’influenza che l’alimentazione può avere sulle alterazioni metaboliche alla base della formazione di calcoli si è dimostrato CHE RIDURRE FORTEMENTE I PRODOTTI CONTENENTI CALCIO PUÒ ADDIRITTURA ESSERE CONTROPRODUCENTE, tra l’altro soprattutto nel caso della calcolosi di ossalato di calcio che è di gran lunga la più frequente.

Restano comunque sempre validissimi gli ALTRI CONSIGLI ALIMENTARI per chi soffre di questa dolorosa condizione. Primo tra tutti il BERE OLTRE DUE LITRI DI ACQUA al giorno, a queste dosi si riduce il rischio di un incredibile 75%! Le acque migliori sono le OLIGOMINERALI bicarbonato-calciche a basso contenuto di sodio.

Anche Il CAFFÈ (anche decaffeinato) e il TÈ abbassano il rischio rispettivamente al 26% e all’11%, ma fanno parziale prevenzione anche LIMONATE, VINO E BIRRA (questi ultimi due accompagnati da ovvi inviti al non-abuso…). Aumentano invece il rischio la COLA (+23%) e le BEVANDE GASSATE con aggiunta di zuccheri (+33%).

L’alimentazione consigliata tende a coincidere, con qualche eccezione, con la celeberrima e sempre apprezzata DIETA MEDITERRANEA: poche proteine animali (carne), molte proteine vegetali (legumi), carboidrati (pasta e pane), molta frutta (ma non frutta secca) e verdura. Tollerate le patate. Ma attenzione: controindicati pesce azzurro, spinaci, sale. Quest’ultimo è difficile da ridurre perché se ne trova molto negli insaccati e nel pane. In questo senso gli aperitivi, oggi tanto in voga e non solo tra i giovani, da questo punto di vista sarebbero da sconsigliare per chi soffre di calcolosi delle vie urinarie.

Insomma, contrariamente a quanto ci ha sempre detto la tradizione (e la stessa scienza fino a pochi anni or sono) nulla di più sbagliato che ridurre l’apporto di calcio (e dunque di latte e formaggi) nella dieta di chi soffre di calcoli renali dovuti proprio a elevate concentrazioni di calcio, o di ossalato di calcio nelle urine.

 

L’AFORISMA DEL GIORNO: “…La scienza è fatta di errori, ma di errori che è bene commettere perché a poco a poco conducono alla verità…”  Jules Verne Scrittore francese (8 febbraio 1828 – 24 marzo 1905)

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