VIAREGGIO. Un avvocato conosce benissimo il significato di parole quali “diritto” e “ricorso”. E Massimiliano Baldini, che nella vita di tutti i giorni si occupa di cause civili, sa cosa lo attende prossimamente: da candidato sindaco di una coalizione di centrodestra è determinato nel voler esercitare non solo il “diritto della mia coalizione ad andare al ballottaggio delle elezioni amministrative di Viareggio”, ma anche tutelare “il diritto dei viareggini di sapere se lo scrutinio dei loro voti si è svolto correttamente oppure no”. E questo “vale per me come per gli elettori di Del Ghingaro, Poletti o Antonini”.

Alla fine, il tanto invocato riconteggio delle schede non è stato ancora effettuato: in municipio ci si è limitati – per legge, non certo per un capriccio – a riscontrare la congruità o meno dei verbali redatti dai presidenti dei seggi rispetto al risultato delle urne.

“Quello a cui ho assistito stamani ha dell’incredibile e dà la misura delle irregolarità che hanno investito queste elezioni a Viareggio”, sbotta Baldini. “Vi sono sezioni dove il verbale non riporta il riepilogo dei voti né il nome dei candidati a sindaco. Altre sezioni non riportano i voti dei candidati a sindaco, altre ancora hanno indicato il numero degli aventi diritto al voto al posto di quello relativo ai voti espressi”. Come sottolinea lui stesso, almeno una quindicina di presidenti di sezione è stata convocata in municipio per rendere dichiarazioni in merito alle irregolarità o addirittura nullità del verbale.

“Non parliamo poi del caso clamoroso della sezione 2 – l’ultima arrivata nella lunghissima giornata di lunedì scorso – contata e ricontata prima che determinasse il sorpasso definitivo a mio danno, dove il presidente ha ammesso di aver chiamato dei rappresentanti del Comune e di averli fatti venire al seggio, non si sa bene per cosa. Incalzato dalla mia domanda, non ha saputo dire il loro nome aggiungendo che non ha chiesto loro nemmeno i documenti, che poi non lo avrebbero aiutato e se ne sarebbero semplicemente andati. Il tutto in un quadro dove vi sono indiscrezioni, al momento non confermate, che farebbero pensare al fatto che vi siano state più mani a chiudere quel seggio riconteggiato più volte.

Foto Vt
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“Nel frattempo che assistevamo a queste incredibili scene, tutte verbalizzate, ci sono giunte segnalazioni di voti mancanti, di irregolarità al seggio, per non parlare delle schede nulle e dei voti mancanti al candidato sindaco ed ai singoli consiglieri”. E in effetti ci sono due candidati al consiglio comunale – uno con Baldini, l’altro con Del Ghingaro – che hanno scritto il loro cognome sulla scheda salvo non vedersi attribuire il voto leggendo i dati definitivi.

Baldini non intende fermarsi: “Intanto domani sera convocherò alla circoscrizione Marco Polo tutti quei rappresentanti di lista o semplici cittadini che sono stati testimoni di incongruenze o irregolarità nel procedimento elettorale. E poi inoltreremo ricorso al Tar al quale allegheremo tutti i verbali dell’Ufficio Centrale chiedendo il riconteggio dei voti e la sospensione del ballottaggio. Secondo me sussistono moltissimi elementi che potrebbero indurre anche a sanzioni molto pesanti”.

Il percorso, in linea teorica, si preannuncia breve: “Si tratta di una procedura speciale e rapida: noi chiederemo subito una sospensiva al Tar, facendo così slittare dal 14 giugno a una data ancora indeterminata la data del ballottaggio”. E menomale, verrebbe da dire, che c’è il commissario prefettizio nel palazzo comunale anziché un normale sindaco: “Vorrà dire che rimarrà in carica per un ulteriore mese. La questione è troppo delicata, non possiamo permetterci leggerezze”.

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