VIAREGGIO. “Dopo aver investito assieme a mio fratello qualche centinaia di migliaia di euro, dopo aver prodotto a proprie spese gli ultimi otto anni il video ufficiale del Carnevale di Viareggio, montato a proprie spese per due anni la tribuna di Piazza Mazzini finanziandola con la pubblicità, dopo aver ideato e realizzato l’applicazione del Carnevale di Viareggio per iPhone e iPad in tempi diversi da quelli di oggi, quando l’80% delle persone non aveva la più pallida idea di cosa fossero le app, permettetemi 2 parole”. Così scrive sul suo profilo Facebook il viareggino Stefano Santini, allenatore del Viareggio Beach Soccer.

“In questi anni ho avuto modo di vivere a contatto con le persone che mandano avanti il nostro Carnevale: ho incontrato e mi sono confrontato con sei presidenti diversi, ho portato proposte e sperato in risposte. Da tutta la vita giro l’Italia e il mondo per sport ed eventi e il mio pensiero a riguardo è uno solo: il nostro Carnevale non è più una tradizione e una festa paesana dove tutti lavorano per niente, ma giustamente è arrivata a dei livelli dove i maestri della cartapesta ne fanno il proprio mestiere.

“Abbiamo un direttore, le segretarie, gli addetti stampa, i magazzinieri e chi più ne ha più ne metta. Gente competente e, credetemi, che sa fare il proprio lavoro. Ma manca la figura più importante, quella più pagata da tutte le organizzazioni di eventi e da tutte le società sportive: manca il responsabile marketing.

“Quando arriva un’azienda perché vuole investire sul Carnevale arriva il suo responsabile marketing e non vuole parlare col presidente, con il direttore, con l’addetto stampa o con un carrista: vuole parlare con il responsabile marketing della Fondazione Carnevale e non c’è.

stefano santini 1“E questo ha dell’incredibile: stiamo e state parlando di problemi che deve risolvere una figura, pagata bene per farlo. Un responsabile marketing è colui che va alla ricerca di sponsor, che crea rapporti continuativi con le aziende, che cerca nuove vie per la promozione, che rende un prodotto appetibile per la vendita, che coinvolge le realtà locali e che permette a tutti quelli che lavorano all’interno di dover pensare al proprio compito.

“I nostri maestri della cartapesta devono poter fare in serenità quello che sanno fare e per cui sono pagati, il direttore deve pensare a far quadrare i conti, le segretarie fanno le segretarie e così gli addetti stampa: il presidente coordina la macchina organizzativa, ma il ruolo del responsabile marketing non può e non deve farlo nessuno. Nella Juventus, Buffon pensa a parare, Allegri ad allenare, il direttore fa le trattative con i giocatori: a trovare gli sponsor, a come promuovere la campagna abbonamenti, a come far venire la gente allo stadio a dove e come programmare le tournée internazionali ci pensa un responsabile marketing, pagato per farlo e per prendersi quella che è la responsabilità più grande di ogni organizzazione.

“Fino a quando il Carnevale di Viareggio non avrà questa figura non riuscirà mai a fare quel salto di qualità fondamentale per la nostra città. Io il Carnevale, finché vivrò, lo passerò affettando salame e formaggi e versando un bicchiere di vino a chiunque mi regala un sorriso, insieme ai miei figli, gli amici e le persone a me care. E lo farò sempre: che mi piaccia o no come viene organizzato io sarò sempre lì perché è parte del mio modo di essere e di vivere.

“Perché diventi, però, motivo di orgoglio nel mondo, introito per le categorie e valore aggiunto della città c’è bisogno di altro”.

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ultimo aggiornamento: 17-08-2015


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