VIAREGGIO. La via Aurelia Nord e il viale Einaudi nella parte settentrionale della città, il lungomare, la via dei Lecci tra ex Campo d’Aviazione e Torre del Lago, via Coppino e viale Europa in Darsena: sono queste le zone più pericolose a Viareggio in termini di incidenti, alcuni dei quali purtroppo mortali. A rilevarlo è il progetto “Strade da paura” dell’associazione BiciAmici-Fiab che assieme all’Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada ha realizzato una mappa interattiva delle vie cittadine da bollino rosso prendendo in esame il numero di incidenti (546) avvenuti tra il 2010 e il marzo 2015.

“Abbiamo analizzato circa cinque anni di incidenti su Viareggio e li abbiamo suddivisi per tipo di danno e per mortalità, grazie alla preziosissima collaborazione del maggiore Lorenzino Amati della polizia municipale di Viareggio, che ci ha fornito i dati dal 2010 fino ai primi mesi del 2015”, spiegano Caterina Puzello dell’Aifvs e Mario Andreozzi di BiciAmici. “Abbiamo poi proseguito evidenziando gli incroci più a rischio, dove si dovrebbe o si potrebbe intervenire per migliorare la sicurezza. l lavoro di osservazione ci ha resi più consapevoli dei rischi che presentano le infrastrutture del territorio nel quale viviamo, ed ha creato in noi il bisogno di comunicare e condividere con altri le consapevolezze raggiunte per rafforzare la partecipazione, ed insieme impegnarci per rendere più sicura e vivibile la nostra città

foto Commissione Varignano

foto Commissione Varignano

“Prendendo in esame gli incidenti mortali possiamo vedere che molti di quelli che coinvolgono gli utenti vulnerabili (pedoni e ciclisti) avvengono nei pressi di zone pedonali e ciclabili come la passeggiata e la pineta, oppure nelle vicinanze dei centri commerciali naturali di quartiere”. Nel caso dei pedoni, ad esempio, si va dal centro di Viareggio – ad esempio le vie Vespucci e Buonarroti – alla Migliarina fino alla via Aurelia Sud al quartiere Varignano e a Torre del Lago. Ma anche i motociclisti sono nella lista di coloro che hanno la peggio.

“Considerando gli incidenti con feriti o danni abbiamo rilevato che esistono veri e propri ‘punti caldi’ con 5 o più incidenti e strade particolarmente pericolose con più di 30 incidenti”

L’idea è quella di completare il quadro generale creando, con l’aiuto dei cittadini che vivono il territorio, “una mappa della ‘percezione della pericolosità’ con quei luoghi dove non avvengono incidenti proprio perché evitati o perché attraversati con maggiore cautela”. Questo tipo di analisi “potrà essere utile per adottare soluzioni e miglioramenti, individuare priorità, pensare alternative ed andare verso l’obiettivo europeo ‘zero vittime’ proprio nel momento in cui la città si accinge a ripensare il Piano Urbano del Traffico”.

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