STAZZEMA. Il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona ha scritto a tutti i firmatari della proposta di legge3420 “Modifica al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di popolazione dei comuni e di fusione dei comuni minori di 5.000 abitanti” depositata nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati e che ha già creato una ondata di protesta anche da parte di Uncem perché si vuole imporre per legge i comuni italiani con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Il territorio italiano è per gran parte montano e molti, circa il 70%, hanno una popolazione al di sotto di quella soglia a fronte, molto spesso, di territori molto vasti. La storia dell’Italia si fonda su quella dei Comuni e i confini comunali sono spesso il frutto non tanto di astratte divisioni territoriali, ma di una storia di comunità diverse: nonostante il passare degli anni, il Comune con le sue istituzioni resta il presidio della democrazia di un territorio già colpita dal taglio dei consiglieri comunali e quindi della rappresentanza. Il Comune di Stazzema ha circa 3.200 abitanti e 17 frazioni, alcune delle quali logisticamente già molto distanti dalla sede municipale, e solo le più popolose riescono ad essere rappresentate: il consigliere comunale  ha in questi luoghi, una funzione di legame tra il Paese e la macchina amministrativa.

“La Carta Costituzionale si fonda”, ha scritto il Sindaco Maurizio Verona ai parlamentari firmatari, “sulla vicinanza delle istituzioni ai cittadini, tanto che si dice che lo Stato promuove la massima autonomia per fare in modo che siano rispettate le peculiarità di ciascun territorio. In questi anni i piccoli comuni hanno conosciuto un progressivo spopolamento dovuto proprio alla perdita dei presidi, scuola, attività commerciali, le poste, le banche e dallo spopolamento è arrivato l’abbandono ed il degrado del territorio che ha causato disastri e pericoli della popolazione. Allontanare ulteriormente la sede della rappresentanza, il luogo in cui poter chiedere informazioni e partecipare alla vita democratica attraverso  suggerimenti ed anche critiche, rischia di minare definitivamente la fiducia del cittadino. Perdere la propria autonomia per il Comune di Stazzema significherebbe perdere anche la propria memoria: il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema i nazifascisti uccisero 560 tra donne, anziani e bambini e per questo è stato insignito della Medaglia d’oro al valor militare ed è divenuto  sede del Parco Nazionale della Pace. In questo caso si chiuderebbe un Comune che, come sottolineato più volte da autorevoli osservatori, è una pietra miliare della nostra Repubblica. Le fusioni sono un’opportunità che va studiata, ma non possono essere una imposizione che piove dall’alto, quanto piuttosto un percorso che in qualche caso va favorito ed incentivato, facendo emergere le volontà dei singoli cittadini, e non può derivare da scelte legislative impositive. Qualora la proposta andasse in discussione chiederò di essere audito in Commissione per contestare i contenuti della Proposta di legge e portare la voce dei piccoli Comuni”.

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ultimo aggiornamento: 19-01-2016


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