Sagre, il nuovo regolamento rischia di uccidere la ristorazione - Comune Massarosa, COMUNI, Confcommercio, La voce degli Enti, Politica Massarosa Versiliatoday.it

Sagre, il nuovo regolamento rischia di uccidere la ristorazione

MASSAROSA. «La bozza di regolamento delle sagre attualmente in discussione a Massarosa rischia di uccidere la ristorazione tradizionale». A seguito dell’incontro svoltosi tra il consigliere delegato allo sviluppo delle attività produttive del Comune di Massarosa Raffaello Giannini ed i rappresentanti di Confcommercio e dell’associazione Ara, è netta la presa di posizione di Confcommercio contro una normativa che dà via libera alle sagre ben 310 giorni l’anno, senza tenere in alcun conto le esigenze dei ristoratori del territorio.

«Sappiamo che Massarosa è una zona che si è sempre distinta per il grande attivismo delle organizzazioni di catattere sociale e sportivo, e questo di per sé è senz’altro un fattore positivo. Altra cosa è dare carta bianca per organizzare a ciclo continuo manifestazioni temporanee di carattere gastronomico senza alcun legame di tipicità del prodotto al territorio e con un livello di organizzazione paragonabile a quello dei ristoranti.

Così facendo si rischia di perdere le reali finalità tipiche di carattere solidaristico, di sostegno alle associazioni e anche di beneficenza legate al mondo delle sagre per seguire un modello più “imprenditoriale”.

Le modifiche che abbiamo proposto all’amministrazione riguardano essenzialmente: la riduzione del numero di portate sui menù, l’assenza del servizio al tavolo, l’esclusione della pizza- salvo che nella sagra ad essa riservata-, la riduzione dei giorni di durata dalla manifestazione ed una proposta di moratoria del numero di sagre per i prossimi 5 anni.

Inoltre, per il periodo delle sagre chiediamo che venga inserita una riduzione delle aliquote della tariffa sui rifiuti per i ristoranti del comune, in virtù del minor carico di lavoro conseguente alla concorrenza delle tante manifestazioni temporanee, che invece dovrebbero a loro volta essere soggette al tributo considerati i volumi di persone- e quindi di spazzatura- che riescono a sviluppare».

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Aggiornato il: 03-03-2016 18:30