VIAREGGIO. “L’ormai prossima abolizione definitiva delle province impone di riflettere con razionalità sul futuro del governo di area vasta nella nostra regione e quindi anche nella nostra Versilia. E’ governo di area vasta quell’insieme di servizi per i quali la dimensione comunale è troppo piccola, e quella regionale troppo grande: sanità, acqua, rifiuti e altri servizi la cui dimensione ottimale è quella di un territorio omogeneo. Questi servizi di area vasta sono oggi gestiti da una congerie di autorità, enti, consorzi, ecc. che moltiplicano i costi e rendono difficile una politica organica di sviluppo di un territorio. Io credo che l’occasione dell’abolizione delle province (anch’esso un ente di area vasta) debba essere colta per disboscare e mettere ordine, partendo da ciò che esiste”.

 Lo scrive il consigliere Pd Adolfo Del Soldato. “La Toscana – spiega – ha 34 zone distretto socio-sanitarie. Una di queste è la Versilia. Si parla di ridurle, circostanza su cui credo ci voglia prudenza, ma una cosa va affermata: la Versilia ha i numeri, in ogni caso, per essere una di queste zone omogenee: un territorio con una propria identità sociale, culturale, istituzionale. Quindi un no anzitutto a strane aggregazioni della Versilia con altri territori. Secondo: a partire dalla zona distretto si deve costruire una nuovo ente che accorpi e sopprima tutti gli altri. In particolare essa dovrebbe assorbire: a) le attuali unioni dei comuni; b) le attuali società della salute; c) le conferenze dei sindaci dell’istruzione. Insomma dovrebbero essere fusi una serie di enti con risparmio di costi e rafforzamento dei poteri effettivi”.

 Del Soldato prosegue: “A questo livello istituzionale, nuovo ma in realtà evoluzione di qualcosa che già esiste, dovrebbero essere assegnate:  1) le funzioni attualmente gestite dalle unioni dei comuni; 2) quelle che la legge prevede come condivisibili da parte dei comuni (direi senz’altro alcune strutture burocratiche per attività complesse, come gli uffici di piano regolatore, gli uffici personale, gli uffici gare); 3) i compiti che attualmente spettano alle società della salute e alle conferenze dei sindaci in materia socio-sanitaria; 4) i compiti che attualmente spettano alle conferenze dei sindaci e alle province in materia scolastica, compresa l’edilizia scolastica delle scuole secondarie di secondo grado, ancora in capo alle province; 5) le funzioni ex-provinciali attribuite agli uffici territoriali della Regione; 6) articolazioni dei consorzi di bonifica, se non proprio le funzioni consortili con smantellamento delle attuali elefantiache strutture; 7) funzioni in materia di urbanistica di area vasta, di turismo, marketing territoriale, ambiente. Dovrebbe inoltre essere previsto che così come per la sanità, anche i gestori dei servizi idrici e dei rifiuti dovrebbero avere articolazioni operative organizzate sulle zone, in modo da poter esercitare un controllo democratico locale attraverso gli organi della zona”.

“Non è più accettabile – conclude l’esponente Pd – che quando si parla di rifiuti si agisca in un certo territorio diverso da quelli dei consorzi, le competenze in materia di ciclo delle acque siano frammentate in sei/sette enti, di scuola si occupi la conferenza dei sindaci e in parte ancora la provincia e così via. Un unico ente che gestisca o controlli tutto quello che ha una valenza versiliese, dalla scuola, alla sanità, all’acqua, ai rifiuti, all’urbanistica, alla bonifica, sarebbe un ente riconoscibile dai cittadini, con poteri veri, in grado di disegnare la Versilia (come altri territori della Toscana) del futuro. E con enormi risparmi di costi e di poltrone”.

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ultimo aggiornamento: 16-03-2016


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