BRUXELLES. L’esplosione. Il dolore, lancinante alle orecchie. Il terrore del tetto che cade e sfiora di pochi centimetri il marito e il figlio nel passeggino di 13 mesi. Tutto in pochi istanti, istanti che rimarranno nella sua mente per sempre. Eleonora Valeria Ciocci, la giovane mamma originaria della Versilia, non riesce a dimenticare il caos e il panico di ieri, quando un attentato ha divelto parte dell’aeroporto di Bruxelles, in Belgio, causando decine di morti e centinaia di feriti.

“Siamo scappati mentre tutti urlavano – racconta Eleonora. “Mio figlio Lorenzo, di soli 13 mesi, era dietro di me, nel passeggino che portava mio marito, Roberto Bolea. Ho visto il tetto crollare, il fumo bianco alzarsi dappertutto. E poi ero quasi sorda ad un orecchio. Ricordo che ho gridato anche io, avevo paura per mio figlio e mio marito, tutti correvano e scappavano…”.

La sorte ha però voluto che ai tre italiani in Belgio non accadesse nulla. “Dovevamo tornare in Italia ma ovviamente siamo ancora qui”. Nella tragedia e nella disperazione la famiglia ha comunque trovato tanta solidarietà e tanta organizzazione nella macchina dei soccorsi che si è immediatamente attivata. “Ci hanno fatto alloggiare in una caserma, dove hanno allestito una serie di brandine. Non sappiamo, in realtà, quando ci faranno rientrare in Italia. Ma l’assistenza è stata splendida: hanno comprato giocattoli, pannolini e latte in polvere per tutti i bambini, ed erano già pronti anche con l’assistenza psicologia. Dall’Italia ho sentito inoltre tanta gente vicina, preoccupata per noi. Non vedo l’ora di rientrare, di abbracciarli tutti”.

 + guarda le foto scattate ieri da Eleonora Ciocci

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ultimo aggiornamento: 23-03-2016


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