STAZZEMA. 160 provenienti da Piacenza hanno invaso pacificamente Sant’Anna di Stazzema in questi giorni di Pasqua, accampandosi nei campi e visitando i luoghi della strage. La visita degli scout si inquadra in un più ampio percorso attraverso le Alpi Apuane dei ragazzi che hanno voluto però rendere omaggio alle vittime di Sant’Anna di Stazzema soggiornando nei luoghi della memoria dell’eccidio e incontrando alcuni superstiti della strage.

Prima di allestire il campo per la notte si è svolta all’Ossario una breve cerimonia dell’alzabandiera e sui pennoni sono state issate le bandiere di Italia, Europa e della Regione Toscana. I ragazzi hanno formato il consueto quadrato prima di dare il via all’innalzamento delle bandiere. Il Vicesindaco Egidio Pelagatti ha salutato i ragazzi di Piacenza invitandoli a far conoscere la loro esperienza a Sant’Anna di Stazzema perché sempre più giovani si rechino in questi luoghi.

“E’ una grande emozione essere circondato pacificamente da tanti ragazzi”, ha detto il Vicesindaco di Stazzema, Egidio Pelagatti, salutando gli scout presenti, “perché la nostra azione amministrativa ed il nostro impegno per la memoria deve essere rivolto soprattutto alla attualità che si può capire meglio in luoghi come Sant’Anna di Stazzema dove si è consumato il massacro di donne, vecchi e bambini che furono le vittime principali della guerra da cui cercarono inutilmente di scappare. Ancora oggi si scappa da altre guerre in cui i civili di nuovo sono le prime vittime e si muore ancora per presunte diversità razziali, di pensiero e la religione è di nuovo portata a scusante per compiere dei massacri. I nostri superstiti avevano sperato che non si morisse più per queste cose ed invece, oggi succede quello che succedeva 70 anni fa. Per questo è importante la presenza di voi ragazzi a Sant’Anna di Stazzema e chiedo ad ogni ragazzo o ragazza che viene qua di raccontare questa storia ad un amico o ad una amica perché non vi siano più morti innocenti e non vi siano altre Sant’Anna di Stazzema nel mondo. La mia generazione è vissuta nella illusione che la pace fosse un qualcosa di acquisito ed invece, richiede sforzo ed impegno Voi giovani siete la speranza di un futuro senza più guerre”.

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