La Capitaneria di Porto incontra ristoratori, albergatori e balneari - Cronaca, Cronaca Viareggio Versiliatoday.it

La Capitaneria di Porto incontra ristoratori, albergatori e balneari

Si è svolto questa mattina in Capitaneria di porto a Viareggio un incontro su alcune importanti tematiche, al quale hanno partecipato rappresentanti degli Enti locali, di Confcommercio, di Federalberghi, delle Associazioni Albergatori, Balneari e dell’Unione Proprietari Bagni della Versilia.

Come noto, la Capitaneria di porto di Viareggio, nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali, svolge attività di vigilanza su tutto il territorio delle Province di Lucca e Pistoia, in materia di pesca (ai sensi delle normative comunitarie e nazionali di settore), nonché sugli aspetti di gestione dei rifiuti ai sensi del Testo Unico Ambientale 152/2006.

 

Sono stati illustrati ai partecipanti i contenuti della legge 154/2016, entrata in vigore a fine agosto scorso, la quale ha introdotto importanti novità in materia di pesca marittima. Dopo aver sensibilizzato nei giorni scorsi il ceto peschereccio, le cooperative ed i circoli di pesca sportiva, i militari hanno deciso di coinvolgere anche ristoratori, albergatori e concessionari degli stabilimenti balneari.

 

Tra le novità più significative di interesse per le categorie dei partecipanti alla riunione:

– la depenalizzazione del reato di cattura, detenzione e commercializzazione del novellame (prodotto ittico sotto le taglie minime previste), con l’introduzione di sanzioni amministrative molto pesanti, da irrogare peraltro con il criterio della “proporzionalità”: in sostanza, maggiore è la quantità di prodotto ittico illecitamente pescato o semplicemente detenuto, maggiore sarà l’importo del verbale;

– l’inasprimento delle sanzioni per la pesca sportiva, in particolare in contrasto al fenomeno della commercializzazione dei prodotti ittici frutto di tale tipo di pesca: ciò per evitare che nei ristoranti od altri esercizi commerciali siano acquistati, conservati  e somministrati prodotti senza alcuna tracciabilità, ovvero senza le previste informazioni circa la corretta denominazione, la provenienza e le modalità di pesca.

 

Il Comandante Oddone ha comunque sottolineato che, anche grazie alla capillare azione di prevenzione e vigilanza svolta dalla Guardia Costiera, dalla ASL  e dalle stesse Associazioni di categoria, le normative in materia di etichettatura, tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti ittici sembrano ormai ben conosciute ed applicate dagli esercenti commerciali, come dimostrano le poche violazioni riscontrate a fronte dei tanti controlli effettuati nel recente periodo.

 

Nel corso della riunione si è anche parlato anche di alcune tipologie di rifiuti prodotti dagli esercizi commerciali, in particolare gli oli da cucina esausti: questi ultimi, non essendo assimilabili ai rifiuti solidi urbani, vanno considerati come rifiuti speciali non pericolosi e gestiti secondo particolari procedure, affinchè sia garantito il loro corretto ritiro e smaltimento tramite ditte specializzate e sia conservata traccia documentale di tali operazioni negli appositi registri o formulari, da esibire in caso di controllo.

 

La Capitaneria di porto si è impegnata a predisporre delle sintetiche linee guida sugli argomenti di interesse emersi affinché le Associazioni di settore provvedano a darne massima diffusione, sensibilizzando in merito i propri associati. Quanto sopra nell’ottica di una migliore collaborazione tra imprese ed Enti deputati al controllo, per garantire che sulle tavole giungano sempre prodotti certificati e di qualità, nel rispetto delle norme a tutela della filiera della pesca e dell’ambiente e nell’interesse dei consumatori e della collettività.

 

 

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Aggiornato il: 22-09-2016 17:01