“Come riporta il comunicato del Comitato Stop all’età de “La Pietra”, il 5 ottobre è prevista la sentenza del Tribunale di Lucca che mi riguarda a seguito della querela nei miei confronti, per diffamazione e calunnia, avanzata dalla Dirigente Scolastica Filomena La Pietra”.

Lo scrive Emiliano Favilla, imputato di calunnia e diffamazione nella vicenda che lo ha visto scontrarsi con la dirigente scolastica.

“Una storia che ha dell’incredibile, come ricordano quelli del Comitato e le centinaia di persone che si sono mobilitate in questa vicenda, ma che non meraviglia più di tanto, visto che gli abusi e i soprusi impuniti di chi gestisce le cose pubbliche, sono diventati fatti di tutti i giorni.

Comunque andrà la sentenza non ho dei pentimenti rispetto a quanto denunciai a suo tempo, circa il comportamento di questa dirigente. Lo feci come dovere soprattutto in virtù del ruolo pubblico di assessore provinciale che ricoprivo a quell’epoca.
Certo il “silenzio”, come hanno tenuto altri che sapevano, avrebbe risparmiato al sottoscritto tante noie e qui si capisce perché spesso sia l’omertà prevalere.

Per me è già un motivo di soddisfazione che i tanti fatti gravi che ebbi a riferire alle autorità competenti, sono stati puntualmente accertati e riscontrati dagli ispettori del Ministero della Pubblica Istruzione e dalla Magistratura che, proprio per questo, rinviò a giudizio la Preside.

Solo le lungaggini e quindi la prescrizione per decorrenza termini ha salvato La Pietra da una condanna che tutti davano per certa.

Proprio i cavilli e i meccanismi della Giustizia (e forse anche per gli amici influenti che si dice abbia) hanno salvato La Pietra dal suo processo e lasciato, viceversa, il sottoscritto in attesa di una sentenza del Tribunale che, nonostante tutto il buon senso che si vuole, rimane comunque sempre un’incognita.

Comunque vada la sentenza io rimango tranquillo con la mia coscienza e colgo l’occasione per ringraziare i membri del comitato e tutti coloro che si sono battuti contro i soprusi di questa preside. Gli stessi che nel corso del processo a mio carico mi sono stati sempre vicino con tanti attestati di stima e solidarietà. Ringrazio anche il mio avvocato Filippo Antonini che, proprio per la valenza civile e morale di questa vicenda, si è offerto di difendermi gratuitamente”.

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ultimo aggiornamento: 01-10-2016


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