Io ce l’ho più grosso. La scienza progredisce, la divulgazione si espande, internet ci avvicina, il villaggio globale impera! Eppure a sentir certi chiacchiericci o certe battute sembra che non sia passato poi così tanto tempo da quando ci confrontavamo a chi aveva il pene più grosso…

E le misure di quella protrusione organica che chiamiamo pene continuano ad ossessionar generazioni di maschietti (decisamente più variegata la posizione femminile sull’argomento…)

Un Pene più grosso

Eppure ce lo siam spesso detti: il pene nelle sue dimensioni e nella sua forma può variare in modo considerevole da persona a persona ed anche in base all’età. Tali misure possono poi variare ancora con i diversi “livelli e gradi” di erezione che sono di volta in volta differenti, così anche lo stato di flaccidità può essere maggiore o minore a seconda di vari fattori: ansia, stress, temperatura dell’ambiente od altro. Misure medie tendono ad “accorciarsi” con l’età ed anche in presenza di alcune patologie come il diabete, l’ipertensione arteriosa, una cardiopatia ischemica o il colesterolo alto.

Inoltre va ricordato come le dimensioni del pene non siano sempre in rapporto costante con lo sviluppo fisico generale della persona considerata. È invece opinione comune che ad uno sviluppo corporeo “accentuato” corrispondano misure del pene adeguate e d’altronde è pure un “mito” diffusissimo che gli uomini piccoli e brevilinei siano dotati di un pene più grosso e di misure molto “abbondanti”. Dispiace affossare tali, in fondo simpatiche, leggende metropolitane ma entrambe queste opinioni non sono confortate da alcun dato clinico e statistico serio. Insomma la “Legge dell’L” finisce per far solo parte del nostro bagaglio di battute “Hot”.

Tra i primi ad cercare di usar scientificamente il “RIGHELLO” ricordiamo il famoso e storico rapporto Kinsey, datato 1948, che gettò allora nel panico più assoluto una buona parte del mondo maschile. Infatti questo studio sosteneva che le giuste dimensioni dell’organo sessuale maschile erano attorno ai 16 centimetri. Questo “incubo”, legato ad una misurazione non supportata da dirette valutazioni cliniche sul campo, sembra perseguitarci ancora oggi.

Ai tempi dei miei studi di anatomia a medicina (aimè! “Troppi” anni fa) si descriveva il pene in stato di flaccidità come mediamente dai 6 ai 10 centimetri in lunghezza. In erezione poi queste misure aumentavano di 2-5 centimetri.

Alcuni dati recenti e documentati sulle misure del pene

Un recente Studio californiano considera quali dimensioni del pene medie “ideali” quelle di 8,8 centimetri di lunghezza a pene flaccido e di 12,5 centimetri in erezione mentre per la circonferenza si stimano come regolari 9,9 centimetri a riposo e 12,5 centimetri quando il pene è rigido.

Una ulteriore Ricerca commissionata da produttori di profilattici (che hanno ovvie ragioni commerciali per saper quanto grossi fabbricar i loro prodotti…) ed eseguito da una équipe medica su 300 uomini, dopo opportune “stimolazioni visive”, ha rilevato che il 75 per cento dei “valutati” è risultato con una lunghezza del pene in erezione compresa tra 12,9 e 15,7 centimetri e con una circonferenza di 12,4 centimetri.

Anche l’Italia ha partecipato a questi approfondimenti volumetrici: Uno  studio italiano pubblicato sull’ “European Urology” nel 2005 mostra che alla visita di leva (negli anni in cui ancora si faceva)    nei 3.300 soggetti valutati, con età compresa tra i 17 e i 19 anni, la lunghezza del pene, allo stato di flaccidità, è risultata in media di 9 centimetri e la circonferenza di 10 centimetri mentre la lunghezza media del pene, stirato e misurato dal pube all’apice del glande (la punta del pene), è stata di 12.5 centimetri, con un minimo di 7.5 e il più grosso di 17.5 centimetri.

Ancora altri dati interessanti sono emersi da un’indagine della Società Italiana di Andrologia (SIA), presentata sempre agli inizi del 2005, dalla quale è emerso come la lunghezza media del pene a riposo fosse di 13,5 cm tra i 20 e i 49 anni mentre la circonferenza media era di 9,3 cm per i maschi di età compresa tra i 20 e i 29 anni. Una precisazione in merito a queste ultime misure “italiane”, perché apparentemente sembrano superiori a tutte le valutazioni medie riportate in lavori precedenti e riferiti ad altre popolazioni. Semplicemente in questo studio Italiano la misura è stata prese sì a pene flaccido ma in massima trazione, da qui il risultato “anomalo” e “maggiorato”.

Lo vorrei più grosso

Una nota di colore: in questo studio è risultato che ben il un quarto (il 23%) degli italiani si ritiene insoddisfatto delle dimensioni del suo pene anche se poi in realtà le vere misure sono regolari ed il problema sembra essere soprattutto di natura psicologica.

Fatte tutte queste “rivelazioni matematiche“ possiamo comunque dire, senza timori di smentite, che le DIMENSIONI DEL PENE NON CONDIZIONANO IL PIACERE SESSUALE che si prova o che si dà (tutt’al più, ma neanche tanto, la “larghezza” per una teorica maggiore contatto con le pareti laterali dell’ostio vaginale), e non sono il principale fattore (tutt’al più uno dei tanti…) determinante la propria “desiderabilità” come partner sessuale.

 

L’AFORISMA (saggio, molto saggio…) DEL GIORNO:  “Il mito della virilità quantitativa è talmente radicato nella natura umana che, più o meno esplicitamente, il valore dell’uomo, si valuta soprattutto dalla potenza fisiologica, dalle dimensioni e dalla forma anatomica del sesso.  Un uomo non si vergogna del suo apparato digerente deficiente o della sua inferiorità motoria, ma quando crede di non avere un genitale adeguato il disgraziato si strappa i capelli con grida di disperazione!”.

Gregorio Marañón, saggista, storico e medico spagnolo.

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ultimo aggiornamento: 21-11-2016


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