“Se qualcuno ha elementi concreti per far chiudere Cava Fornace, siamo disponibili a portare le carte in Procura”. Lo ha annunciato il sindaco Massimo Mallegni nell’incontro con i cittadini di Strettoia e Montiscendi, che hanno sfidato il freddo per partecipare all’assemblea pubblica sotto il tendone della Pruniccia e discutere di regolamento edilizio, pianificazione ma soprattutto delle preoccupazioni connesse alla presenza della discarica. Un faccia a faccia, che è servito per gettare le basi di un asse tra i residenti e l’amministrazione comunale di Pietrasanta sulla linea da adottare in tema di rischi ambientali. Al confronto ha preso parte anche il vicesindaco Daniele Mazzoni: “Noi – ha ribadito – siamo convinti che il sito non avrebbe dovuto essere autorizzato, io ho un figlio di nove anni, vivo a Pietrasanta e sono preoccupato quanto voi. Al momento, però, il Comune ha le mani legate, non ha il potere di chiudere la discarica. L’unica cosa che possiamo fare è essere vigili, intercettare i fondi disponibili per effettuare i monitoraggi in collaborazione con l’Università e assicurare alla comunità che non ci siano emissioni nell’aria o nell’acqua”. Il vicesindaco ha ricordato che l’amministrazione Mallegni ha cominciato a pubblicare sul sito del Comune tutti gli atti inerenti Cava Fornace, “finora guarda caso custoditi gelosamente e mai resi noti – ha spiegato Mazzoni – a cominciare dai quantitativi di materiali stoccati in discarica, incluso l’amianto”.

All’assemblea erano presenti numerosi cittadini del Comune di Montignoso, che hanno espresso dubbi sulla gestione dell’impianto: “Ci sono continui giri di valzer di società e responsabili – hanno detto – se dovesse succedere qualcosa, la Procura non saprebbe neanche chi andare a cercare”. Un allarme condiviso dall’amministrazione di Pietrasanta, rappresentata nella riunione anche dagli assessori Simone Tartarini e Lora Santini, dalla vicepresidente del consiglio comunale, Mimma Briganti. “La verità – ha concluso il sindaco Mallegni – è che noi siamo seduti dalla parte sbagliata del tavolo. Al nostro posto dovrebbero esserci i vertici della Regione e delle due province di Massa Carrara e Lucca, ma non so quante volte in questi anni si siano presentati ad un dibattito con gli abitanti di Strettoia e Montiscendi. Da parte nostra, in questo frangente, possiamo garantire l’impegno a bloccare gli ulteriori step di conferimento in discarica. I sospetti purtroppo non portano da nessuna parte, ma chiunque abbia in mano documenti comprovanti ce li faccia avere. Nel caso, sapremmo come muoverci”.

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ultimo aggiornamento: 18-12-2016


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