“Che la cosiddetta “buona scuola” fosse un colossale inganno lo sapevamo – queste le parole del PCI Federazione di Lucca/Versilia – ma in questi giorni lo tocchiamo con mano. Gli istituti scolastici  fanno proposte di nuovi indirizzi che spesso non sono supportati dalle reali necessità del territorio inducendo in errore studenti e familiari sulla reale valenza del diploma che si troveranno in tasca. Diciamo la verità: le richieste sono più frutto di esigenze di organico che aumenta in funzione delle iscrizioni più che di reali necessità dei ragazzi. Quasi sempre il supporto millantato dalle scuole ad opera di vari soggetti sono semplici atti di cortesia, tant’è che gli stessi non assumeranno mai nessun diplomato che ha in mano la specializzazione richiesta. Senza considerare che spesso l’aumento consistente delle iscrizioni provoca nei vari istituti problemi di spazi e di edilizia scolastica e il contemporaneo svuotamento di altri plessi.”

“Queste dinamiche – continua il PCI – distorte  dovrebbero essere governate dalla Provincia e dalla Regione sulla base di reali ed approfonditi riscontri dell’offerta formativa complessiva sul territorio, invece spesso questi Enti fungono da “passacarte” rinunciando al loro ruolo. Che l’offerta formativa non sia ritagliata sui veri bisogni degli utenti (ragazzi e famiglie) è palesato dall’abbandono del percorso scolastico da quasi il 30% degli studenti (fanalino di coda in Europa la quale indica agli Stati membri il tetto del 10% entro il 2020). Nello specifico in Versilia, di fatto, come si esercita il coordinamento del sistema scolastico tra gli Enti locali e tra questi e le autonomie scolastiche? Non si va al di là dell’improvvisazione.”

“Che la scuola sia mal governata non lo dicono solo le cifre relative alle risorse che lo Stato le dedica (anche qui tra gli ultimi in Europa), ma anche alla mancanza di organizzazione rispetto alla salvaguardia della continuità didattica per gli studenti. Bandi di concorso sbagliati che si prestano sempre ad un’infinità di ricorsi che dilatano i tempi di predisposizione delle graduatorie senza che insegnanti e studenti siano in grado di sapere all’inizio dell’anno scolastico il loro status. Per i ragazzi portatori di Handicap questa situazione, si capisce, è deleteria. Anche in questo caso – continua –  le Autonomie scolastiche sono lasciate sole in preda al marasma determinato da norme non chiare, circolari che si rincorrono e si annullano a distanza anche di poche ore una dall’altra, mentre manca il supporto dell’Ufficio Scolastico Provinciale che o non sa le cose o è irraggiungibile anche telefonicamente e con Dirigenti Scolastici che hanno in carico più istituti in reggenza ma nella impossibilità materiale di gestire situazioni così complicate.”

“Siccome la scuola è un diritto-dovere per tutta la popolazione, sancito anche dalla nostra Costituzione, gli studenti, le famiglie e la società non possono essere lasciati soli di fronte a questo malgoverno anzi, dovrebbero invece  beneficiare di un sistema educativo e formativo all’altezza della situazione. Il PCI ritiene – che sia necessaria una forte mobilitazione della cittadinanza per porre fine alla disgregazione di un servizio fondamentale di uno Stato che ambisca ad essere democratico, moderno e civile.”

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