Come cambia il corpo davanti allo specchio? Immagine riflessa e reale

Come cambia il corpo davanti allo specchio?

Dall’immagine corporea riflessa a quella reale

Come cambia il corpo davanti allo specchio? – Dall’immagine corporea riflessa a quella reale

La stagione estiva si avvicina e le temperature tiepide ci portano a scoprire il nostro corpo che per mesi è stato avvolto in abiti pesanti.

La preoccupazione per la nostra immagine corporea e per la “ prova costume” è comune tra le persone, prevalentemente nelle donne dalle più giovani alle più adulte.

Come cambia il corpo davanti allo specchio?

In questo periodo dell’anno l’insoddisfazione per il nostro aspetto fisico si può fare più evidente e i tentativi di ricorrere a diete drastiche risultano spesso inutili, oltre che dannosi per la salute.

Ma come si costruisce la rappresentazione mentale del nostro corpo e come può cambiare nel tempo fino a risultare negativa per noi stessi e talvolta anche non corrispondente alla realtà?

L’immagine corporea è un concetto di cui sono state date numerose definizioni, tra le più note quella di P. Schilder datata 1935 per cui “l’immagine corporea è quel quadro del nostro corpo che formiamo nella nostra mente” e che ci può provocare, guardandolo, emozioni, ricordi e sensazioni.

L’immagine corporea si costruisce dentro la nostra mente sin dalla nascita, momento in cui non siamo in grado di distinguere il nostro corpo dal resto del mondo. Intorno a 3 anni il bambino impara a intergrare tutte le parti del suo corpo capendo che sono pezzi di un intero, fino a distinguere nettamente se stesso dal resto e vedere le somiglianze e le differenze con gli altri esseri umani.

In questo percorso di crescita il periodo adolescenziale rappresenta un momento delicato in cui la nostra immagine corporea è costretta a modificarsi rapidamente, correndo dietro ai veloci cambiamenti del corpo.

Il giudizio della famiglia, dei pari e delle figure significative contribuisce a rimandare alla persona l’immagine di sè, che viene influenzata anche dai mass media e dall’ambiente circostante. Così accade spesso che, se questo delicato processo non è sostenuto, la persona sente una forte insoddisfazione corporea, dovuta alla discrepanza tra il corpo perfetto idealizzato e la sua reale apparenza fisica.

Come cambia il corpo davanti allo specchioAlti livelli di insoddisfazione corporea determinano un’immagine negativa del proprio corpo che può minare la nostra autistima e renderci sofferenti e vulnerabili tanto da sviluppare una patologia. I disturbi dell’alimentazione sono infatti strettamente connessi a questo problema e indipendentemente dalla loro diversa manifestazione sintomatica ( anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge eating disorder e obesità) tutte le persone affette mostrano elevati livelli di insoddisfazione corporea e spesso un’immagine negativa e distorta.

Non specchiarsi, evitare di scoprire il corpo in pubblico, indossare abiti larghi, evitare di pesarsi e di avere contatti fisici con le altre persone ( incluso il partner) sono solo alcuni degli evitamenti diretti che la persona può mettere in atto quotidianamente per ridurre l’ansia e la preoccupazione derivanti dalla percezione negativa della sua immagine.

Sebbene in un primo momento l’ansia si riduca, questi evitamenti ci garantiscono di NON risolvere il problema.

È consigliabile infatti, interrompere il circolo vizioso che alimenta la nostra insoddisfazione corporea, iniziando ad esporsi gradualmente alle situazioni temute, specchiandosi per intero e non “a pezzi” e partecipando ad attività che implichino l’esposizione e il contatto con il proprio corpo ( piscina, yoga, massaggi ecc.).

Esperienze che permettono alla persona di diminuire le sue preoccupazioni nel tempo e riacquistare autostima in sè e nella propria immagine corporea.

Felicemente torna domenica prossima

Felicemente ritorna la prossima settimana con un articolo della Dott.ssa Piccinelli sul tema dell’adolescenza.

Cash, T.F. (2002) A “Negative Body Image”, Evaluating Epidemiological Evidence, cap. 31, pp.269-276, tratto da Cash, T., Pruzinsky, T. Body Image: a Handbook of Theory, Research, and Clinical Practice. The Guilford Press, New York.

Schilder, P. (1935). The image and appearance of the human body: studies in the constructive energies of the psyche. London: K. Paul, Trench, Trubner & co. ltd.

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Aggiornato il: 02-04-2017 20:00