(foto Marco Pomella)

Via libera a maggioranza alle modifiche al Testo unico del sistema turistico regionale riguardo ad affittacamere, bed and breakfast e obblighi di comunicazione che le strutture ricettive e gli stabilimenti balneari devono inviare alla pubblica amministrazione. La proposta, illustrata dal presidente della commissione Gianni Anselmi (Pd), introduce innanzitutto una semplificazione burocratica: cade per le strutture ricettive e gli stabilimenti balneari l’obbligo di comunicare periodicamente all’amministrazione le caratteristiche delle strutture stesse, nel caso in cui non ci siano state variazioni rispetto all’ultima comunicazione. E il termine per la comunicazione, dove dovuta, è spostato al 30 aprile successivo alle variazioni.

Si consente poi ai bed and breakfast esercitati in forma imprenditoriale di somministrare bevande e alimenti agli alloggiati. Gli affittacamere, che già somministravano alimenti e bevande in virtù della normativa previgente, potranno decidere entro 12 mesi se somministrare solo la prima colazione o continuare ad erogare questo servizio (in forma imprenditoriale) effettuando apposita comunicazione. Da Anselmi la precisazione che le scelte fatte danno “una possibilità” ai bed and breakfast che, dato l’esercizio in forma imprenditoriale, sono comunque sottoposte a controlli.

Per la Lega nord Roberto Salvini ha parlato di “deregulation” e di “concorrenza sleale a danno di alberghi e pensioni”. Marco Stella (Forza Italia) pur favorevole all’alleggerimento burocratico, ha espresso dubbi su “qualità e servizi che daremo ai turisti” e, soprattutto, sulla “possibilità effettiva di verificare il rispetto di norme e obblighi”. Il consigliere ha invocato un “censimento dei controlli” in commissione. La consigliera Irene Galletti (M5s) ha richiamato le perplessità dovute al fatto che, trattandosi di legge regionale, si incide su esercizi senza distinguere località e contesti, per cui ad esempio nelle città si crea “uno stesso mercato con regole differenti”, in merito a fiscalità, controlli, concorrenza. La consigliera Monica Pecori (gruppo Misto) ha messo in guardia sulle difficoltà, per le strutture preposte ai controlli, di far fronte al carico di lavoro derivante dalle  nuove possibilità di somministrazione, mentre per Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) “sarebbe stato più opportuno e più equo consentire di servire pranzi e cene a bed and breakfast familiari e non imprenditoriali”. Da Andrea Quartini (M5S) l’auspicio di “consultazioni formali in commissione con le categorie, i portatori di interesse”, anche per sventare il rischio di “trovarsi a contenziosi”. L’assessore regionale alle attività produttive, Luigi Ciuoffo ha precisato che l’intervento si è reso necessario per criticità emerse dall’applicazione del Testo unico in materia di turismo, e anche per venire incontro a quegli esercizi che, per effetto della precedente legislazione, avevano fatto investimenti in alcuni casi importanti. Ciuoffo si è detto disponibile a “monitorare gli effetti” delle modifiche. “La Giunta darà ascolto alle sollecitazioni che il Consiglio regionale vorrà trasmettere”.

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