Esami del sangue e dei liquidi biologici trasferiti, l’Ospedale Versilia perde un altro servizio. La denuncia arriva da Vanessa Greco, Portavoce del Gruppo Trasversale Intercomunale Sanità Versilia.

“Era il 2002 – scrive Greco – quando veniva inaugurato il nuovo ospedale della Versilia a Lido di Camaiore, costruito per servire un bacino di 160.000 abitanti distribuiti in 7 comuni, ma che diventano mezzo milione durante la stagione estiva. Costruito in cinque anni si trattava di uno dei più moderni d’Italia, con soluzioni uniche e all’avanguardia per il trasporto interno dei materiali, grazie alle tartarughe e alla cremagliera per la trasmissione dei medicinali, referti e prelievi sistemati in speciali valigette. Unico in Italia. La Toscana aveva investito, circa 100 milioni di euro destinati proprio all’edilizia ospedaliera per ridurre da 91 a 39 il numero dei presidi, elevando la qualità del sistema sanitario e fornendo ai cittadini servizi migliori e più efficienti”.

“Il Versilia era dotato di 600 posti letto la farmacia era la prima ospedaliera che utilizzava il picking automatico per la distribuzione dei farmaci, c’erano un ristorante tavola-calda aperto per dipendenti e visitatori, bar e vari negozi come parrucchiere, edicola-libreria, fioraio, emporio, cappella religiosa, banca, due poliambulatori.

“Enrico Rossi allora dichiarava: “E’ uno dei gioielli della sanità toscana. Si tratta della migliore dimostrazione che si può, con l’accordo di tutti i soggetti, ridurre il numero degli ospedali senza diminuire, ma anzi qualificando l’assistenza ai cittadini. “. “E’ l’ultimo frutto – aggiungeva – del riformismo toscano in sanità ed è destinato a fungere da polo di attrazione per un’area più vasta di quella versiliese. Concentreremo in questo presidio alcune funzioni di alta specializzazione, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera pisana e l’università. Da oggi i cittadini della Versilia e quelli dell’intera Toscana hanno a disposizione una struttura all’avanguardia”. A vederlo oggi…sembrano passati secoli da allora. Un impoverimento progressivo che ha accelerato nell’ultimo periodo, con un senso di totale dismissione che chiunque può verificare camminando per i corridoi.

LaPortavoce del Gruppo Trasversale Intercomunale Sanità Versilia prosegue: “Per far morire un ospedale, si può agire in tanti modi, ma quello più subdolo non è certo la sua chiusura immediata, lo è invece il suo progressivo svuotamento in riferimento a servizi essenziali.  Dopo la chiusura di Anatomia Patologica nel 2016 è ora la Microbiologia a cessare di esistere, dal 5 dicembre 2017 per spostarsi a Lucca, come se, tra le prestazioni essenziali che un ospedale deve garantire ai suoi pazienti non ci fossero una biopsia o un esame di sangue ed altri liquidi biologici.

“Il Versilia si sgretola, pezzo dopo pezzo. Le voci di questo nuovo spostamento si rincorrevano già prima dell’estate, ma pareva impossibile, invece a quanto pare verrà realizzato l’allestimento di un laboratorio unico a Lucca, presso il quale trasferire anche la responsabile, con l’acquisto di materiali nuovi. Sangue e liquidi partiranno ogni mattina alla volta di Lucca, esattamente come un export, dove il contatto tra i medici ed i biologi sarà limitato a (forse) occasionali contatti telefonici, con il risultato di perdere possibilità terapeutiche a favore degli ospedali vicini.

“Una nuova riorgnizzazione dei servizi che toglie, sempre e soltanto, e nulla dà al nostro comprensorio. Sarebbe interessante che i vertici ASL ci illustrassero un solo servizio affidato di recente al Versilia. Sarebbe interessante capire quali sono le “funzioni di alta specializzazione”, tanto per citare le parole di Rossi del 2002, che si prevede di locare presso il Versilia. Il dato di fatto è che non abbiamo cardiochirurgia, neurochirurgia, medicina nucleare, la diabetologia è chiusa di sabato ed i lavori che dovevano riguardare l’ammodernamento dell’endoscopia digestiva sono sospesi, ormai da 3 anni. Il numero effettivo dei posti letto è ormai divenuto un segreto di stato, fatto sta che pare si siano ridotti a 300..poco più..poco meno.

“Inutile nascondersi dietro a false rassicurazioni, prima della macro ASL le prestazioni del nostro presidio erano eccezionali rispetto agli altri, ad oggi, basta scorrere i numeri delle liste di attesa, per esempio di tac e risonanze, per accorgersi che la tendenza è completamente invertita. Che esista una deliberata volontà di depotenziare il Versilia è evidente anche dalla impossibilità di accedere in tempi ragionevoli un po’ a tutte le prestazioni diagnostiche, con un Cup del tutto ingessato, talvolta non in grado di fornire date, nemmeno a lungo termine.

“Filiera corta. Un concetto che oggi è di gran moda, tranne che per il comparto Sanità versiliese dove la gente arriva in cerca di supporto e cure ma rischia sempre di più di essere indirizzata altrove”.

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