Il percorso partecipativo avviato dal Comune di Seravezza con Società Henraux per la messa a punto dei Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi approda la settimana prossima a un importante momento di sintesi. Venerdì 16 febbraio in Sala Consiliare (inizio ore 15) verranno infatti presentati i contributi tecnici fin qui raccolti e si farà una prima valutazione sulle modalità di un loro inserimento nei quadri conoscitivi dei Piani in corso di redazione. Interverranno il vicesindaco Valentina Salvatori, il responsabile dell’ufficio comunale all’urbanistica architetto Andrea Tenerini, il garante della comunicazione geometra Daniele Belcari e l’architetto Fabrizio Cinquini, componente del pool di tecnici che sta lavorando ai Piani. All’incontro sono stati invitati tutti i soggetti che hanno aderito alla prima fase del percorso partecipativo: associazioni ambientaliste, culturali e del territorio, rappresentanze istituzionali, sindacali, politiche, economiche, professionali e di categoria. Un’ampia platea di soggetti che, con le loro idee e con le loro proposte, hanno contribuito fin qui a delineare una prima importante prospettiva di lavoro.

«La gran mole di contributi raccolti in questa prima fase è stata organizzata in un documento di sintesi ragionata: non una semplice elencazione, ma uno strumento che offre un riscontro del lavoro di analisi già compiuto dai tecnici», spiega il vicesindaco Salvatori. «Nella sintesi sono inseriti sia i contributi che trovano diretta attuazione attraverso i Piani di Bacino sia quei temi di carattere più generale che, pur emersi durante gli incontri e comunque utili come elementi di conoscenza, rimandano però ad altre fasi – ad esempio quella del monitoraggio e del controllo –, ad altri piani o ad altri livelli di concertazione istituzionale. L’assemblea di venerdì sarà un valido momento di riscontro della fase partecipativa fin qui svolta e un primo passo verso la definizione dei quadri conoscitivi, la cui adozione passerà dal consiglio comunale e pertanto da altre future occasioni di presentazione e di partecipazione pubblica».

Nei due incontri tenutisi nei mesi di ottobre e di novembre sono stati raccolti contributi importanti in ordine sia agli aspetti ambientali e paesaggistici sia sugli impatti socio-economici dell’estrazione lapidea. Ricordiamo ad esempio il tema del censimento dei sentieri, delle “marginette” e di altri elementi di rilievo paesistico del territorio; la mappatura dei manufatti costruiti nei secoli e funzionali all’attività di cava, nell’ottica di un loro recupero e di una valorizzazione del territorio con attività complementari a quelle estrattive; l’armonizzazione dell’estrazione lapidea con gli obiettivi strategici di promozione della montagna contenuti nel PIT regionale; la necessità di riconoscere adeguata importanza ad altri tipi di attività (escursionistica, agro-silvo-pastorale, ecc.) rispetto alle cave; la compensazione degli aspetti negativi delle escavazioni con il restauro ambientale; la valorizzazione del lavoro o il contingentamento di quote della filiera; la necessità di affidare la certificazione delle quantità e delle qualità escavate a soggetti terzi; un’efficace sistema di tracciabilità della filiera produttiva; i criteri per la definizione delle quantità sostenibili.

«Tutti elementi di conoscenza e suggerimenti», aggiunge il vicesindaco Salvatori «che vanno ad arricchire il già corposo lavoro d’indagine realizzato in questi mesi per la formazione dei quadri conoscitivi, attraverso anche l’affidamento di studi specifici ad istituti universitari. La definizione dei quadri sta volgendo al termine: immaginiamo quindi di poter arrivare a una loro presentazione pubblica nei prossimi tempi».

I Piani di Bacino sono stati introdotti dalla legge regionale 65/2014. Hanno un carattere eminentemente paesaggistico e disegnano un quadro di regole generali entro le quali possono svolgersi le attività di cava, sia le nuove sia quelle da riattivare. Sei i bacini marmiferi interessati nel Comune di Seravezza (Tacca Bianca, Mossa, Monte Altissimo Est, Monte Pelato, Retro Altissimo e Canale delle Gobbie), tutti di proprietà della società Henraux. Anche per questa ragione la via scelta dal Comune per la loro elaborazione è quella del procedimento “di iniziativa privata” in stretta sinergia con l’azienda, regolato da un apposito protocollo d’intesa. Il lavoro è affidato a un pool di qualificati professionisti guidati dal professor Massimo Sargolini, ordinario di Urbanistica presso la Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino, esperto di livello internazionale sui temi della pianificazione del territorio, del paesaggio e delle aree protette.

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ultimo aggiornamento: 10-02-2018


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