“Il 4 giugno scorso un operaio è rimasto vittima di un incidente nella cava di Trambiserra, sopra Malbacco, nel comune di Seravezza. Nel parlare di ciò esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia ma anche la rabbia di un’incidente sul lavoro che sarebbe potuto essere evitato e che poteva avere conseguenze molto più gravi dato che l’uomo, in seguito alla caduta di una lastra di marmo, ha subito lo schiacciamento di una gamba. In italia il rapporto sugli incidenti sul lavoro sembra un vero e proprio bollettino di guerra”.

Lo scrive in una nota il Partito della Rifondazione Comunista Federazione della Versilia.

“Di lavoro infatti si continua ancora a morire e, nelle migliori delle ipotesi, si riportano ferite invalidanti per tutta la vita. Questo è per colpa delle continue deregolamentazioni delle tutele per la sicurezza sul lavoro, la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, senza parlare del fatto che sui luoghi di lavoro è attaccato quotidianamente il diritto allo sciopero e ad una rappresentanza sindacale. Se ci concentriamo poi sulla sicurezza in cava nelle nostre zone e quelle limitrofe la situazione sembra ancora più drammatica: l’ undici maggio scorso un’uomo moriva nella cava di Fiordichiara a Carrara ed il nove di maggio un’altro è rimasto ferito sempre a Carrara.

I bacini estrattivi nei monti limitrofi al comune di Seravezza non sono fenomeno a sé stante rispetto a quello di Carrara e di Massa: turni di lavoro massacranti per estrarre più scaglia che blocco di pregio, destinata al mercato del carbonato di calcio senza ripercussioni economiche evidenti sui comuni, per legge proprietari dei bacini stessi, ma con enormi profitti per i concessionari. Per questo Rifondazione Comunista ritiene che, oltre al contingentamento dell’estrazione per ogni cavatore (impossibilità di estrarre più di un tot al giorno) e l’aumento dei controlli, debba essere incrementato il canone di concessione e ritirata la licenza in via immediata a chiunque si riveli non essere in regola con le leggi sulla sicurezza. Inoltre, riteniamo che nel medio-lungo periodo i comuni interessati dalla presenza di cave debbano avviare un processo di collettivizzazione del lavoro in cava, in modo che l’estratto sia finalizzato al prodotto di pregio per la comunità, con ripercussioni positive sulla quantità e qualità del lavoro, sulla ricchezza incassata dai comuni stessi e sulla tutela dell’ambiente apuano”.

 

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ultimo aggiornamento: 05-06-2018


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