Prorogati di un anno, con scadenza al 5 giugno 2019, i termini per l’approvazione dei Piani Attuativi dei Bacini estrattivi, strumenti previsti dalla legge regionale urbanistica 65/2014 e dal Piano Paesaggistico regionale per assicurare la pianificazione delle attività estrattive e garantire una programmazione che, in un’ottica di insieme, tenga conto sia del bacino estrattivo che del contesto paesaggistico di riferimento. La proroga è stata decisa nel corso della seduta di ieri della Giunta regionale, con l’approvazione di una delibera proposta dall’assessore regionale al territorio Vincenzo Ceccarelli, che adesso passa all’attenzione del Consiglio Regionale.

“Abbiamo ascoltato le richieste dei Comuni e degli imprenditori del settore e deciso di venire loro incontro – ha detto l’assessore – Abbiamo accordato un anno in più per la predisposizione dei Piani attuativi, ma il nuovo termine non sarà ulteriormente prorogabile. Ora tutti devono fare la propria parte, compreso il Comune di Carrara dove ricadono la maggior parte degli interventi”.
Al Comune di Carrara, viste le tensioni emerse anche sulla stampa nei giorni scorsi, l’assessore ha voluto ricordare che “né dalla legge regionale 35/2015 né dalla stessa Regione Toscana derivano problemi per la definizione del contributi di competenza regionale. Pertanto il Comune può lavorare serenamente, nel rispetto dei tempi”.

Si ricorda che i Piani Attuativi dei Bacini estrattivi dovevano essere redatti dai Comuni interessati entro 3 anni dall’approvazione della nuova normativa regionale sul paesaggio. Per agevolare questo compito e stabilire modalità condivise ed uniformi di elaborazione, la Regione Toscana ha avviato con i Comuni apuani un percorso di confronto, che
potrà essere portato a compimento nella maniera più proficua, proprio grazie alla proroga concessa dalla Giunta.

Da segnalare anche che in assenza di un Piano Attuativo delle attività estrattive, gli ampliamenti delle attività estrattive all’interno del perimetro autorizzato non possono superare il 30% del volume consentito dall’autorizzazione vigente, se arrivata alla scadenza.

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