All’ospedale San Luca di Lucca far west pronto soccorso, Marchetti (FI): «Intervento regionale non più differibile. Operatori troppo esposti a rischio» - Politica Versiliatoday.it

All’ospedale San Luca di Lucca far west pronto soccorso, Marchetti (FI): «Intervento regionale non più differibile. Operatori troppo esposti a rischio»

«Sulla sicurezza nei pronto soccorso l’intervento regionale che abbiamo già più volte invocato non è più differibile. Gli operatori sono troppo esposti a rischio, e questo non è accettabile. Il caso dell’infermiera dell’ospedale San Luca di Lucca vittima di aggressione sul suo posto di lavoro poco più di dieci giorni fa e mentre è in corso il procedimento giudiziario per un altro episodio affine accadutole due anni fa è la dimostrazione che il sistema di protezione ha fatto tilt»: ad affermarlo è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che da tempo ha depositato una mozione in cui alla giunta regionale chiede un piano strategico da elaborare di concerto con le prefetture per riportare negli ospedali toscani la dovuta serenità.

«Di più», rilancia Marchetti. «Poiché documentandomi ho constatato che il problema riveste carattere sovraregionale – afferma – invito anche nel mio atto la giunta regionale a portarlo al tavolo della Conferenza Stato-Regioni. Sono convinto che si debbano stabilire degli standard di sicurezza che non mettano i sanitari così a rischio. Gli ospedali sono un ambiente delicato in sé per sé, perché lì si fa salute. Ma la prima salute da garantire è quella di chi vi lavora, a qualunque titolo».

Delicati al quadrato i pronto soccorso: «I Deas sono terra di frontiera tra salute e malattia. Chi vi approda e i familiari che eventualmente accompagnano arrivano lì in situazione di stress acuto con timori, paure, preoccupazioni. Basta poco a far scattare la miccia, in quella situazione. Degenerare, poi, a volte è un nulla. Serve personale capace di garantire serenità e sicurezza negli ospedali sia in quanto luoghi di lavoro, sia in quanto luoghi spesso di sofferenza, sia in quanto luoghi di cura. E’ ciò che abbiamo chiesto, e su questo fronte siamo impegnati».

 

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Aggiornato il: 19-06-2018 13:25